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Attualità

Nube islandese, già cancellati 500 voli

L’eruzione del vulcano Grimsvotn rischia di mandare in tilt gli aeroporti di mezza Europa. Prevista per venerdì la giornata peggiore

Siamo già a quota 500. Tanti sono i voli annullati in Europa a causa della nube islandese. Tutta colpa del Grimsvotn, il vulcano che tre giorni fa ha deciso di risvegliarsi, facendo ripiombare il Vecchio Continente nell’incubo della paralisi aerea già sperimentato l’anno scorso con l’Eyjafjallajokull. Fino a ieri l’annullamento dei voli era stato circoscritto alla Scozia e all’Irlanda del nord, mentre oggi risultano chiusi, a scopo precauzionale, anche gli aeroporti di Brema e Amburgo, con la minaccia di chiusura che si potrebbe estendere anche a Berlino. Inoltre, come rende noto l’Eurocontrol, l’organizzazione europea sulla sicurezza dei voli: «Ci sono molte possibilità che la nube causi oggi chiusure in parte della Danimarca, nel sud della Norvegia e nel sud-ovest della Svezia».

Secondo Metoffice, l’ufficio metereologico inglese, domani la nube dovrebbe interessare anche Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina e Bielorussia, ma con concentrazioni di ceneri più modeste. La giornata peggiore, dovrebbe essere venerdì, quando un’elevata concentrazione di ceneri potrebbe materializzarsi in media e alta quota su Gran Bretagna e Irlanda, nord della Francia, inclusa Parigi, con rischi anche per Belgio e Olanda. Sabato, infine, le ceneri dovrebbero diradarsi, restando presenti solo in basse concentrazioni e in alta quota solo su Francia, Germania, Polonia e Scandinavia.

Non si dovrebbe verificare comunque la tanto temuta chiusura totale dello spazio aereo europeo, come sottolinea Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e responsabile dei Trasporti: «Abbiamo davanti a noi una settimana difficile per i passeggeri e il trasporto aereo ma la situazione è in evoluzione e non prevediamo una chiusura dello spazio aereo simile a quella che dell’anno scorso».

È cessata l’eruzione del Vulcano. Dal cratere solo vapore