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Maradona cerca la pace fiscale, l’Erario nega il concordato

L’Agenzia delle Entrate non aderirà alla proposta di transazione offerta dall’ex campione del Napoli che, secondo l’accusa, deve all’Italia 40 milioni di euro

Un’offerta di 3,5 milioni di euro rispedita al mittente. L’Agenzia delle Entrate non aderirà all’offerta di transazione da parte dei legali di Diego Armando Maradona che da più di dieci anni ha aperto un contenzioso col Fisco italiano che chiede al campione di calcio argentino – dal 1984 al 1992 giocatore del Napoli – circa 40 milioni di euro. Oggi, martedì 15 maggio, il tentativo di mediazione in programma nella Stazione marittima di Napoli ci sarà ugualmente ma senza la presenza del fisco italiano; al termine verrà stilato un verbale negativo di mediazione. Poi giovedì 17 maggio l’udienza davanti alla commissione tributaria di Napoli che dovrà discutere, spiega il legale di Maradona, Angelo Pisani,”nel merito del ricorso fatto da Maradona per accertare l’inesistenza dell’accertamento fiscale, della cartella esattoriale e l’illegittimità della pretesa creditoria”. Maradona, ha precisato Pisani, avrebbe offerto 3,5 milioni affinché “Equitalia creasse un centro d’ascolto per i contribuenti”. Nei giorni precedenti l’ex Pibe de oro aveva fatto sapere di essere di fatto “il testimonial di quei contribuenti vessati ingiustamente. Voglio vincere questa battaglia, soprattutto per le vittime di Equitalia – aveva dichiarato – L’ho pagata cara sulla mia pelle, senza avere nessuna colpa e nulla dovendo al fisco italiano a cui ho permesso e permetterei di guadagnare tanto”.