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Protagonisti

L’effetto domino di Beko

È quello che si innesca dando il buon esempio. Un circolo virtuoso di azioni responsabili, che ispirino ed educhino i consumatori a fare la propria parte verso un futuro migliore. Ne è convinta Arçelik A.Ş, casa madre del marchio di elettrodomestici di cui Michela Lucchesini è Marketing Director per l’Italia

Michela-Lucchesini-Beko Michela Lucchesini è responsabile del marketing di Beko Italy dal 2013. In precedenza, ha maturato una lunga esperienza in Candy Group dove ha ricoperto le posizioni di Group Marketing Manager lavastoviglie e di Product & Trade Marketing Manager Hoover

L’intervista a Michela Lucchesini è parte dello speciale

I campioni della sostenibilità 2024 di Business People


C’è chi della sostenibilità ha fatto un modello di business, iniziando a perseguirla quando di sostenibilità ancora non parlava nessuno. E che oggi raccoglie i massimi riconoscimenti in tema a livello globale. Ne abbiamo parlato con Michela Lucchesini, Marketing Director di Beko.

Quando e come Beko ha sposato il concetto di sostenibilità?
Tutto nasce oltre dieci anni fa con la volontà di Arçelik A.Ş, casa madre di Beko, di affermarsi come riferimento del settore in quest’ambito. L’azienda ne ha fatto il proprio credo e il modello di business, nel senso che la sostenibilità abbraccia tutti gli ambiti e le pratiche aziendali: dai processi produttivi (le fabbriche sono carbon neutral dal 2018), agli aspetti organizzativi a livello globale e alle “buone pratiche” nel lavoro di tutti i giorni. Le azioni continuative e i risultati concreti che ne sono conseguiti sono sistematicamente condivisi e certificati a livello internazionale, e hanno portato prestigiosi riconoscimenti di cui andiamo molto fieri. Nel 2023, per il quinto anno consecutivo, Arçelik A.Ş ha ottenuto il punteggio più alto negli Indici di Sostenibilità Dow Jones (Djsi) nel settore dei beni durevoli per la casa, con il risultato di 86/100 nel S&P Global Corporate Sustainability Assessment. Un riconoscimento importante considerando che il CSA di S&P Global è il punto di riferimento principale sul fronte della sostenibilità: in base ai risultati ottenuti, le aziende vengono selezionate per figurare nel Dow Jones Sustainability World Index, che valuta e ricompensa le più performanti a livello di attitudine sostenibile, sulla base di criteri economici, ambientali e sociali. Prima di questo, Arçelik A.Ş era stata nominata leader del settore nella categoria dei Beni durevoli per uso domestico nell’indice di sostenibilità Dow Jones 2020, e si era classificata al 34° posto nel Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index 2021 indetto dalla Corporate Knights.

Quali sono oggi i principi cardine che animano il vostro impegno su questo fronte?
Sono essenzialmente tre: l’aspetto educativo, la concretezza e quello che noi chiamiamo effetto domino positivo. Beko ha intrapreso un percorso educativo perché crede nella costruzione di una nuova cultura della sostenibilità. Si tratta di una campagna di informazione sulla necessaria transizione ecologica, che affronterà diversi macro-temi: rispetto delle risorse idriche, transizione alimentare, stili di vita consapevoli, ecc… Forte del suo know-how, ci proponiamo con un approccio educational che fa della chiarezza, semplicità e accessibilità i tratti caratteristici del suo linguaggio. E si impegna a suggerire azioni semplici ma fondamentali, affinché tutti possano compiere piccoli gesti quotidiani e contribuire ad un futuro più responsabile. Da sempre il marchio affronta le sfide più urgenti a livello globale con un approccio alla sostenibilità concreto, mirato, implementando soluzioni e sviluppando prodotti che possano limitarle o contrastarle. Infine, crediamo che solo dando il buon esempio, in maniera tangibile, sia possibile innescare una sorta di effetto domino positivo: un circolo virtuoso di azioni responsabili e migliorative, che ispirino ed educhino i consumatori a fare la propria parte verso un futuro migliore. È una filosofia aziendale che nasce dalla convinzione che ogni piccolo tassello possa contribuire a cambiamenti su larga scala. Per esempio, Beko applica soluzioni tecnologiche concrete ed efficaci a una delle sfide ambientali più urgenti, quella dell’inquinamento da microfibre, che contribuisce per un terzo a quello totale di mari e oceani. FiberCatcher è la primissima tecnologia di filtraggio e raccolta delle microfibre tessili, ed è integrata nelle nostre lavatrici: trattiene oltre il 90% delle microparticelle rilasciate dagli indumenti sintetici, che altrimenti finirebbero negli oceani e nei nostri piatti. Il Ceo di Arçelik A.Ş, Hakan Bulgurlu, ha messo a disposizione di tutto il settore il brevetto di questa tecnologia già nel 2018, proprio per creare quello che abbiamo chiamato effetto domino positivo.

Uno degli elettrodomestici Beko che testimonia l’anima green del brand

Si avverte uno svantaggio competitivo nei confronti di aziende di Paesi come Cina o India che hanno verso la sostenibilità un approccio più morbido?
Credo che far parte dell’Unione Europea sia un’opportunità: norme più stringenti e inderogabili ci aiutano ad anticipare le azioni necessarie per avere un atteggiamento responsabile oggi, domani e nel lungo periodo. Gli elettrodomestici sono tra i prodotti di consumo durevole più “energivori”, tanto nel processo produttivo quanto nell’utilizzo quotidiano. E si tratta di prodotti che hanno una vita media di sette-dieci anni almeno; fine- vita, ricondizionamento e riciclabilità sono tre aspetti di massima rilevanza e di gestione complessa e costosa. I consumatori di oggi, al momento dell’acquisto, si aspettano di trovare fra i valori dei brand a cui daranno la loro preferenza, anche l’impegno a lavorare incessantemente per un mondo migliore.

Il panel dei relatori del convegno promosso da Beko a bordo della Nave Scuola Palinuro della Marina Militare, per fare cultura sul tema dell’inquinamento marino da microfibra: il Ceo Italia, Francesco Misurelli, è a fianco del Comandante Mondino (a sinistra), di Raffaella Giugni di Marevivo e di Federico Quaranta, che ha moderato l’incontro

Gli investimenti su questo fronte sono stati talmente ingenti che fare un passo indietro non è più un’opzione. Come azienda vi sentite supportati in questo percorso dalle istituzioni?
Fare un passo indietro non deve essere un’opzione per due motivi: in primo luogo, significherebbe vanificare tutti gli sforzi fatti e gli investimenti messi in campo fino ad ora; inoltre l’urgenza di agire per un mondo più sostenibile diventa sempre più impellente. APPLiA, l’Associazione di Categoria che rappresenta in Europa e in Italia i produttori di Apparecchi Domestici e Professionali, ha un ruolo di leadership e di guida super partes: la ricerca dell’armonizzazione delle politiche di settore e numerose proposte concrete sui temi specifici sono discusse, approvate e condivise a supporto di tutti gli operatori. A livello istituzionale credo ci sia una visione più frammentata e che siano destinate risorse sempre limitate, rallentando di fatto i passaggi chiave che dovrebbero consentire un progresso in linea con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e il Green Deal 2050.

Fenomeno greenwashing: come vi ponete di fronte alle aziende che aggirano i vincoli anziché rispettarli?
Noi facciamo il nostro e ci focalizziamo sul farlo bene e con attenzione, rispettando vincoli che trasformiamo in opportunità. Il greenwashing non ci ha mai tentati perché avendo iniziato a seminare “germogli di sostenibilità” più di dieci anni fa, abbiamo costruito basi solide che ci permettono di portare sul mercato soluzioni concrete e scelte virtuose certificate. Quando si parla di sostenibilità i numeri e i fatti vanno comunicati in maniera trasparente e chiara, senza compromessi. Non cadere nella tentazione di dare anticipazioni è un’altra regola sacra. Il percorso verso la sostenibilità è una maratona lunghissima da fare a tappe: non è importante essere in testa o essere i più veloci, bensì arrivare fino in fondo sfruttando i successi raggiunti nei passaggi chiave.