Philip Morris compie 60 anni in Italia e mette al centro le persone

Dai 35 collaboratori con i quali l’azienda ha iniziato nel 1963 agli oltre 38 mila impegnati oggi in tutta la filiera. L’azienda traccia il percorso che ha l’obiettivo di rendere le sigarette un ricordo del passato

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Chi avrebbe immaginato nel 1963 che quell’azienda che stava muovendo i primi passi nel nostro Paese avrebbe, in poco più di due generazioni, riscritto il suo futuro stravolgendo completamente il suo core business per realizzare un futuro senza fumo. Oggi Philip Morris, multinazionale statunitense attiva nel settore del tabacco, compie i suoi primi 60 anni in Italia e celebra l’anniversario mettendo al centro quelle persone che hanno reso l’Italia protagonista di questa trasformazione.

“Pochi avrebbero immaginato che da una fabbrica di filtri per sigarette sarebbe nata una delle più grandi trasformazioni industriali volta a rendere le sigarette un ricordo del passato, anche attraverso la loro sostituzione con prodotti senza combustione per quei fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare”, ammette Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia e presidente Europa Sud-Occidentale di Philip Morris International. “Tutto questo è stato possibile grazie alle persone, a partire dalle 35 con le quali abbiamo iniziato nel 1963 alle oltre 38 mila di oggi impegnate in tutta la filiera”.

La storia di Philip Morris in Italia

La storia dell’azienda nel Paese inizia nel 1963, negli anni del “miracolo economico italiano”, a Zola Predosa, in provincia di Bologna, con l’apertura del sito produttivo di Intertaba, specializzato nella produzione di filtri per il Monopolio italiano. Negli anni successivi l’azienda continua a crescere, ponendo le basi per la svolta che renderà l’Italia il centro della trasformazione dell’intero gruppo Philip Morris a livello mondiale.

La trasformazione del gruppo

Dai primi anni duemila, infatti, Philip Morris inizia un percorso volto a sostenere lo sviluppo di una filiera agricola che metta al centro i coltivatori. Un percorso che grazie agli accordi pluriennali con il Ministero dell’Agricoltura e Coldiretti genera investimenti per oltre 2 miliardi di euro a favore di 1000 imprese agricole e oltre 22 mila agricoltori in Campania, Umbria, Veneto e Toscana. Una filiera corta che negli anni è diventato un modello internazionale di sostenibilità, digitalizzazione e competitività.

Il Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna

Nel 2014 l’annuncio della realizzazione, sempre in provincia di Bologna, del primo polo produttivo al mondo per la realizzazione di prodotti innovativi del tabacco senza combustione: Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna diventa il centro internazionale per costruire quel futuro senza fumo delineato dalla multinazionale. Un investimento di oltre 1,2 miliardi di euro reso possibile grazie alle competenze sviluppate sui filtri ad alto contenuto tecnologico e alla collaborazione instaurata con i partner locali della filiera agricola, del packaging e della meccatronica.

Italia centro di Innovazione e Formazione per il gruppo

L’Italia acquisisce così centralità nella strategia di Philip Morris International a livello globale, aprendo la strada a un flusso di investimenti che arricchiscono la filiera dell’azienda nel Paese: nel 2021 viene annunciata la realizzazione, presso il polo di Bologna, del Centro per l’Eccellenza Industriale, il più grande al mondo del gruppo per innovazione di prodotto, di processo e per le buone pratiche di sostenibilità industriale. Successivamente, nel 2022, l’azienda inaugura il suo centro per l’alta formazione e lo sviluppo delle competenze legate all’Industria 4.0: il Philip Morris Institute for Manufacturing Competences; l’inaugurazione di tre Disc (Digital Information Service Center) a Taranto, Caserta e Terni, centri avanzati di assistenza sui prodotti innovativi senza combustione, completa la filiera dal seme fino ai servizi al consumatore.

Investimenti accompagnati da un’attenzione sempre crescente ai temi di sostenibilità ambientale e sociale, per dare un contributo alla transizione verso il modello di sviluppo sostenibile delineato dall’Agenda 2030, e sviluppare una strategia Esg di lungo periodo. Nell’ambito della dimensione sociale, nel corso di questi anni l’azienda si è concentrata sulla popolazione della propria filiera con progetti che garantissero salute, sicurezza, pari opportunità e benessere. Le certificazioni Top Employer e Equal Salary, conseguite da anni, dimostrano la grande attenzione dell’azienda ed il suo continuo impegno per creare un contesto di lavoro giusto e inclusivo.

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