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Attualità

Eredità, in 10 anni passeranno di mano 300 miliardi di euro

Entro il 2033 è previsto un consistente travaso di ricchezza nelle famiglie italiane più abbienti

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Le nuove generazioni si preparano a ereditare non solo la Terra, ma anche le ricchezze di chi è venuto prima di loro. Secondo uno studio condotto da Aipb, l’Associazione italiana Private Banking, entro 10 anni passeranno di mano circa 300 miliardi di euro in eredità.

La ricerca, ripresa dal Sole 24 Ore, sottolinea che siamo alle porte di un grande travaso di ricchezza dalle generazioni più anziane a quelle più giovani. Il tema caldo non è quindi solo la longevity e il ricambio generazionale delle imprese italiane, ma anche la quantità di ricchezza che fluirà verso gli eredi. Per i prossimi cinque anni sono stati stimati circa 180 miliardi di euro, che saliranno a 300 miliardi entro il 2033.

La stima non riguarda in generale le famiglie italiane, ma quelle clienti del private banking, ovvero con una ricchezza finanziaria superiore ai 500 mila euro. Questa fetta di famiglie detiene il 32% del patrimonio complessivo delle famiglie e evidenzia ancor di più lo squilibrio generazionale e come questo sia destinato in qualche modo a riequilibrarsi.

Stando ai dati forniti da Aipb e Prometeia, la ricchezza finanziaria investibile da tutti gli italiani ammonta a 3.490 miliardi di euro, numeri significativi soprattutto in vista del futuro travaso. Ci si domanda come le nuove generazioni spenderanno questi soldi, considerando che parliamo della fascia over 40 con un’aspettativa di vita sempre più lunga (e di conseguenza lo sarà anche il periodo di consulenza del private banking). Dalla ricerca emerge che i più giovani vogliono sempre più dettagli sull’impatto ambientale e sociale dei propri investimenti.

Sempre per quanto riguarda il private banking, è emerso un altro trend che riguarda gli investimenti nell’economia cosiddetta reale, attraverso fondi di private equity, private debt e infrastrutturali da parte di imprese italiane anche non quotate. La crescita nel 2022 è stata del 26%, ovvero +1,6 miliardi di euro confluiti per il 30% in private equity e MultiAsset (20%).