Connettiti con noi

Attualità

Competenze Stem in Italia, queste sconosciute

Il position paper ‘R-Evolution Stem’ di Deloitte evidenzia il ruolo cruciale delle competenze Stem per crescita e competitività, ma in 10 anni il numero di studenti in questo campo è salito di solo un punto percentuale. Rimane il gender gap

Stem Credits: Shutterstock

Fatica a diffondersi le competenze Stem in Italia. Secondo il position paper R-Evolution Stem. Le competenze tecnico-scientifiche per il futuro del lavoro di Osservatorio Stem e Fondazione Deloitte, nonostante queste skill siano sempre più importanti per affrontare le sfide globali, nel nostro Paese il numero di iscritti a corsi di laurea scientifico-tecnologici (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) non cresce: in dieci anni la percentuale di immatricolati in corsi di laurea Stem è salita solo di un punto percentuale.

In generale in Italia solo il 27% degli studenti è iscritto a percorsi d’istruzione terziaria in ambito Stem. Il 62% di chi si iscrive a questi percorsi di studio ha fatto il liceo scientifico, mentre solo il 13% proviene da studi umanistici. Rimane diffusa l’idea che le materie Stem siano “difficili”: lo pensa il 21% degli studenti intervistati.

Profili Stem cercansi: più di 4 aziende su 10 non trovano candidati

“La scarsa conoscenza delle discipline Stem e delle opportunità educative e professionali in questo ambito continuano a determinare una scarsa affluenza verso percorsi tecnico-scientifici nel nostro Paese”, ha commentato Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Central-Mediterranean. “Emerge chiaramente la persistenza di barriere di genere e socioeconomiche che precludono gli studi o le carriere in ambito Stem, in particolare delle donne, comportando la perdita di un’opportunità per il progresso sociale e per la crescita economica di tutto il sistema Paese”.

In effetti, il gender gap nelle materie Stem non è stato ancora colmato: sul totale degli iscritti a percorsi d’istruzione terziaria (Università, Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e Istituti tecnici superiori) le donne iscritte a corsi Stem sono solo il 10%.

Secondo Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte, “per invertire la rotta e mettere a frutto il grande potenziale culturale ed economico delle competenze Stem è necessario intervenire su tre leve di azione: universalizzare le Stem, favorendo un avvicinamento a queste discipline fin dall’infanzia; intervenire sulle barriere di genere e socio-economiche per garantire un equo accesso all’educazione e alle professioni Stem; educare e aggiornare le competenze della forza lavoro attraverso la formazione continua”.