C’è (e ci sarà) ancora domani

È indubbio che il film evento di Paola Cortellesi abbia risollevato il box office italiano. Ma i prodotti salva-fatturati non mancano, in ogni settore. Parliamo di quei longseller così iconici da diventare simboli “viventi” delle rispettive aziende. Eccone alcuni

Paola Cortellesi in 'C'è ancora domani'© Claudio Iannone

Con i suoi oltre 35 milioni di euro di incassi il fenomeno C’è ancora domani di Paola Cortellesi, oltre a essere riuscito nell’impresa di mettere d’accordo pubblico e critica, sembra aver sancito l’uscita dal tunnel pandemico per le sale cinematografiche e la produzione tricolore. Un trionfo inaspettato che, anche sulla scia dei successi hollywoodiani Barbie e Oppenheimer, ha contribuito in modo decisivo al ritorno in massa degli italiani ai botteghini. Se exploit di questo tipo sono inevitabilmente eccezionali non solo in campo cinematografico, è anche vero che, un po’ in ogni settore, ci sono prodotti capaci di diventare classici senza tempo che, anno dopo anno, non perdono il loro appeal nei confronti dei consumatori, garantendo alle aziende che li commercializzano uno zoccolo duro di fatturato. Longseller tali da diventare in certi casi addirittura ambasciatori di un marchio nell’immaginario collettivo.

Lo stile che non passa di moda

Il fashion dovrebbe essere il settore più esposto di tutti ai cambiamenti di gusti del momento. Eppure, ci sono capi e accessori che sfuggono totalmente a questa logica, rimanendo sempre attuali. La celebre Jane Birkin di Hermés rappresenta un vero e proprio status symbol, con aste da capogiro in cui alcuni esemplari sono stati venduti per diverse centinaia di mila dollari ciascuno e liste di attesa di anni per poterne acquistare un nuovo esemplare. Impossibile, poi, non citare nuovamente Chanel, il cui nome è di per sé sinonimo di un tailleur con caratteristiche precise, ampiamente imitato da molti altri brand, ma che ha lasciato il segno anche con le sue slingback bicolore e le iconiche borse 2.55 e 11.12. E poi ancora, articoli senza tempo sono il cappotto Manuela di Max Mara, il trench di Burberry, i mocassini Tod’s o gli occhiali Aviator di Ray- Ban. Lo stesso dicasi delle sneakers Superga, dei jeans Levi’s 501 o del K-Way.

Nel beauty la vera bellezza non muore mai

Avete presente quel detto per cui la bellezza passa mentre l’intelligenza resta? Niente di più sbagliato, almeno se si parla dei prodotti beauty. Questo settore è uno di quelli più prolifici in termini di prodotti iconici. E ciò vale per ogni fascia di prezzo. Basti pensare che uno dei marchi più diffusi al mondo è l’inossidabile Nivea, che ha visto la luce oltre cento anni fa e che oggi, oltre alla storica crema nel barattolo in latta blu, è associato a una gamma di prodotti sempre più diversificata. Altro esempio degno di nota è la Eight Hour Cream, che dal 1930 è uno dei prodotti jolly di Elizabeth Arden. Nemmeno i profumi sono immuni dai successi senza tempo. Chanel n. 5 è considerato il più venduto di sempre e il suo bouquet intrigante ha visto la luce nientemeno che nel 1921. Ma anche Miss Dior, prima fragranza lanciata nel 1947, benché periodicamente “riorchestrata”, resta un pezzo forte della maison francese.

Giochi da ragazzi (ma non troppo)

Il successo riscontrato dalla pellicola che ha visto Margot Robbie nei panni di Barbie ha solo confermato l’eterno successo della bambola che ha rivoluzionato il settore. Barbara Millicent Roberts resta un prodotto di punta della Mattel: si calcola che oltre un miliardo di esemplari siano stati venduti dalla sua presentazione alla Toy Fair di New York, il 9 marzo 1959. L’azienda tra le sue certezze vanta un altro marchio più vitale che mai: Hot Wheels. La linea, di modellini di automobili, lanciata sul mercato nel ‘68, vanta il primato di giocattolo più venduto a livello globale (Fonte: Circana, Retail Tracking Service, Values Sales, Annuale 2023) e proprio il 4 marzo ha debuttato su Netflix con la serie animata Hot Wheels Let’s Race.
E che dire degli intramontabili giochi da tavolo che intrattengono le famiglie da generazioni? Da Cluedo a Taboo, da Risiko! a Scarabeo, passando per Twister, Trivial Pursuit, e Monopoly, i classici in questo campo non sembrano mai passare di moda. Così come i mattoncini Lego, ormai non più considerabili solo un gioco per bambini. Per finire, non si può dimenticare il mondo ludico digitale.
E in questo campo il campione invincibile è sicuramente Super Mario Bros. di Nintendo. Come Barbie, l’idraulico più famoso del mondo è già approdato anche al cinema, e vanta addirittura il MAR10 Day, celebrato il 10 marzo dai suoi numerosi fan in tutto il pianeta.

I miti del design

Le affinità tra il mondo della moda e quello del design sono innegabili. E comprendono anche la capacità di certi creativi di ideare modelli che mettono d’accordo il gusto di diverse generazioni. È impossibile elencarli tutti, ma possiamo almeno provare a citarne alcuni. Sul fronte delle sedute si passa dalla teatrale poltrona Nemo di Driade, che riproduce un volto umano, al divano Bocca di Gufram, fino al Sacco Zanotta, alla linea Chester di Poltrona Frau o alla “invisibile” sedia Louis Ghost che ha contribuito al successo planetario di Kartell (oltre 3 milioni gli esemplari venduti nel mondo in 20 anni). Lo stesso vale per lampade come Eclisse di Artemide o Arco di Flos. Senza contare il frigorifero in stile vintage di Smeg, la libreria Veliero di Cassina, o la immortale moka Bialetti (ormai le vendite raggiungono i 2 milioni di pezzi ogni anno).

Orologi: modelli senza tempo

Le creazioni di alta orologeria aspirano per natura all’immortalità. Non dovrebbe, dunque, stupire che alcune referenze in particolare si stiano dimostrando particolarmente resilienti al passare del tempo. A dire il vero, in maison di alto livello come Rolex e Patek Philippe ce ne sarebbe anche più di una, ma ci limiteremo a citare le due, a nostro parere, più “clamorose”: rispettivamente il Datejust e il Nautilus. Rientrano sicuramente nella categoria anche il Santos di Cartier, i Serpenti di Bulgari (anche nelle sue declinazioni gioiello) e il Royal Oak di Audemars Piguet. È nato più di recente e viaggia su prezzi decisamente più abbordabili, ma merita comunque di essere menzionato anche il caso Moonswatch: nata nel 2022 dalla collaborazione tra Omega e Swatch, questa collezione – in edizione limitata – ha creato un hype prolungatosi per tutto il 2023.

Libri manent

Ogni editore ha sognato nella sua vita di poter mettere le mani su un titolo come Harry Potter. Da caso letterario per bambini, la saga nata dalla penna di J.K Rowling e pubblicata da Bloomsbury Publishing Plc (Salani in Italia) è divenuta un fenomeno mondiale che negli anni ha alimentato film e licensing collegati, nonché una lunga serie di nuove edizioni illustrate (tra cui quelle bellissime firmate Minalima), per un giro d’affari che fino a qualche anno fa sfiorava i 25 miliardi di dollari. Del resto, per il mondo dell’editoria, i longseller non sono una novità. I grandi classici della letteratura continuano a essere ristampati e venduti da decenni. Uno dei più grandi successi di sempre, Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, ha venduto oltre 145 milioni di copie ed è stato tradotto in 270 lingue. Oriana Fallaci è invece una delle firme più immarcescibili di Rizzoli, così come Agatha Christie e George Simenon lo sono per Mondadori e Adelphi.

Ancora in viaggio

Vespa e Fiat 500 sono due modelli che fanno viaggiare – l’uno su due, l’altro su quattro ruote – il mito del made in Italy in tutto il mondo da decenni. Ma non sono gli unici brand storici del pianeta motori. Anzi, questo settore è davvero ricco di suggestioni. La mente vola in fretta alla Porsche 911, che ha compiuto i suoi primi 60 anni nel 2023 e resta la seconda auto più venduta in Italia dalla Casa di Stoccarda. Altri capisaldi sono Ford Mustang, Range Rover e Jeep Wrangler, oltre alle Mini e alle Smart. O ancora, per tornare alle due ruote, a icone come la Harley Davidson Fat Boy e la Triumph Bonneville?


Articolo pubblicato su Business People di marzo 2024. Scarica il numero o abbonati qui 

© Riproduzione riservata