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Attualità

A Torino torna il Festival Internazionale dell’Economia: il programma

Da giovedì 30 maggio a domenica 2 giugno premi Nobel, relatori italiani e internazionali dai più prestigiosi centri di ricerca mondiali discuteranno sulle nuove frontiere del progresso tecnologico

Festival-Internazionale-Economia Uno scatto del Festival Internazionale dell'Economia 2023

Appuntamento a Torino dal 30 maggio al 2 giugno per la terza edizione del Festival Internazionale dell’Economia, un evento ideato, progettato e organizzato dagli Editori Laterza con la direzione scientifica di Tito Boeri, che porterà nei luoghi più suggestivi del capoluogo piemontese premi Nobel, economisti, relatori italiani e internazionali dai più prestigiosi centri di ricerca mondiali. Un parterre esclusivo, chiamato a discutere sul tema di quest’anno, Chi possiede la conoscenza: un argomento di straordinaria attualità che coinvolge ogni singolo settore della vita pubblica: dalle imprese al commercio, dalla salute alle politiche urbane, dai trasporti alla comunicazione oltre, naturalmente, al mondo della ricerca e della formazione.

Il tema della terza edizione del Festival

Il digitale, infatti, ha completamente trasformato il modo con cui prenotiamo un aereo, scegliamo un ristorante, guardiamo un film o ascoltiamo la musica. Ha rivoluzionato il modo con cui ci informiamo, comunichiamo, facciamo acquisti, troviamo lavoro e incontriamo nuove persone. Tutte queste scelte generano informazioni, ossia conoscenza. Ma chi controlla e sfrutta queste immense fonti di dati? E a che scopo? Le economie di scala raggiungibili con l’aggregazione delle informazioni hanno aumentato la concentrazione del potere economico. Basti pensare a piattaforme come Netflix, Spotify, Airbnb e Amazon o a social media come Instagram e TikTok. La concentrazione, l’esistenza di poche reti dominanti, il fatto di poter fare tutto su una sola piattaforma: sono tutti elementi che facilitano la nostra vita. Più scelta, più comodità, più informazioni, a prezzi spesso più bassi.

Eppure, la concentrazione riduce anche la concorrenza e l’innovazione e può lasciare molti indietro. E c’è il rischio che le diseguaglianze nell’accesso e nella capacità d’uso della tecnologia aumentino le tensioni sociali già esistenti. Le piattaforme guadagnano vendendo alle aziende spazi pubblicitari ma anche parte dell’enorme mole di informazioni raccolte sui comportamenti di chi le utilizza. Fin dove è lecito l’utilizzo della conoscenza socialmente prodotta? In che misura è possibile esercitare diritti di proprietà su quest’ultima? Quali restrizioni occorre imporre per tutelare la privacy?

Altri interrogativi fondamentali riguardano gli aspetti etici e l’origine delle informazioni generate da macchine (fra i casi più celebri ChatGpt) e dunque l’autenticità nell’era digitale. “Oggi il progresso tecnologico è in gran parte legato alla conoscenza, all’uso delle informazioni per creare valore”, spiega il direttore scientifico, Tito Boeri. Ragionare su questo processo, le sue dinamiche e le sue conseguenze è essenziale per comprendere il mondo in cui viviamo. “Le nuove frontiere del progresso tecnologico stanno ridefinendo il nostro modo di lavorare molto più che in passato”, prosegue Boeri. “Le macchine non sono più soltanto in condizione di sostituire l’uomo in attività ripetitive, di routine, ma anche in mansioni e professioni intellettuali. Compiti che un tempo erano appannaggio esclusivo dell’uomo, come scrivere, tradurre, disegnare, possono essere svolti da macchine anziché da persone. E si teme che anziché essere noi a guidare questi sviluppi e a utilizzarli per elevare la qualità del nostro lavoro, siano gli algoritmi a prendere il sopravvento, a decidere loro per noi in direzione per noi svantaggiose”.

Il problema di fondo è governare, anziché subire, il progresso tecnologico e regolamentare l’accesso a questa immensa fonte di dati. Ma come farlo? Nei quattro giorni di incontri cercheranno di rispondere a questa domanda i più autorevoli esperti sul tema tra economisti, informatici, tecnologi, storici, sociologi, giuristi, studiosi dei media e imprenditori.

Il programma 2024 del Festival Internazionale dell’Economia

Per aiutare il pubblico a orientarsi nel ricco programma del festival tutti gli appuntamenti sono suddivisi nei tradizionali formati: parole chiave, vere e proprie lezioni su concetti fondamentali, appunto, come “IA e mercati”, “piattaforme digitali”, “social media”; alla frontiera dove saranno raccontate le ricerche più innovative legate al tema del festival; visioni per guardare alla probabile evoluzione futura di molti fenomeni; intersezioni per promuovere la fertilizzazione reciproca fra economia e altre discipline; nella storia e storia delle idee dove il passato aiuta a meglio comprendere le ragioni del presente; testimoni del tempo, racconto in prima persona di testimoni autorevoli del mondo dell’economia, della scienza e della politica.

A quest’ultimo formato si affiancano i dialoghi e i forum che saranno occasioni di scambio di opinioni e competenze diverse; i confronti che mettono in connessione le esperienze provenienti dal mondo dell’università, delle istituzioni e del territorio; incontri con l’autore in cui si presentano le novità editoriali più interessanti nel dibattito economico e politico, compresi libri freschi di stampa, ancora non tradotti in italiano; cineconomia, l’economia spiegata attraverso il grande cinema. A seguire una selezione degli eventi in programma al festiva:

L’elenco in via di aggiornamento è consultabile sul sito festivalinternazionaledelleconomia.com.