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Stile

Paul & Shark: il marchio cambia e punta sul total look

Il gruppo di Varese lavora sulla rete di negozi, fornitori e distributori per far aumentare le esportazioni e consolidare il mercato estero, ma senza far entrare capitali stranieri. Le parole del ceo Andrea Dini

architecture-alternativo Credits: Paul & Shark

Paul & Shark, la storica azienda di abbigliamento sportivo di Varese, cambia il suo marchio: sparisce la parola “yachting” accanto allo squalo, anche per significare una svolta. Legata da 40 anni allo sportswear velico e alla vita outdoor, ora l’impresa si concentra sul lifestyle e il total look.

La nuova strategia di Paul & Shark

In virtù di questa novità, bisogna ripensare i rapporti con i negozi multimarca: “Il 30-35% dei distributori non è più in linea con i nostri nuovi prodotti”, ha spiegato il Ceo del gruppo Andrea Dini a Isidoro Trovato su Corriere Economia. “Il cambiamento dovrà essere ultimato in un triennio, entro il 2027, ma se ci metteremo quattro o cinque anni non sarà una tragedia”.

I numeri dell’azienda

Intanto il 2023 si è concluso con un fatturato di 155 milioni e una crescita del 6%. Al momento la produzione si svolge per un terzo in Italia, un terzo in Europa e un terzo in Tunisia. La rete di negozi è composta da 313 punti in tutto il mondo, di cui 124 monomarca, 16 travel retail – specialmente negli scali aeroportuali – e 173 shop in the shop.

“Esportiamo in più di 80 Stati”, racconta Dini, “e abbiamo ricevuto feedback molto incoraggianti da tutto il mondo in merito alle nostre nuove linee. Dappertutto i nostri prodotti in esaurimento erano sempre gli alti di gamma. È quello che i consumatori stranieri chiedono alla moda italiana: saper innovare rimanendo ai massimi livelli di qualità”.

L’azienda comunque non aprirà a fondi o capitali esterni: “Non ne abbiamo bisogno”, dichiara Andrea Dini, “Se avessimo avuto fondi nella nostra proprietà il cambiamento avrebbe seguito strategie radicali che avrebbero portato a dimezzamento del fatturato e taglio di personale per poi ricostruire. Noi invece ci muoviamo con le nostre forze, con step progressivi e senza tagli. Le nostre nuove linee rafforzeranno l’export in pochi anni”.