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La casa sintetica

Il perché del boom dell’arredamento artificiale. Tutto può essere di plastica. Basta che sia quella giusta. Ecco come scegliere materiali e oggetti

Si fa presto a dire plastica. Dietro questo nome si nasconde una grande famiglia composta da tanti e variegati materiali, ognuno dei quali con caratteristiche tecniche ed estetiche molto differenti. Tutti però accomunati dalla resistenza agli urti, dal potere isolante sia termico che elettrico, dalla flessibilità e, infine, dalla plasmabilità che li rende lavorabili facilmente. Caratteristiche che li hanno fatti diventare super protagonisti dell’arredamento.La casa di oggi è infatti concepita come efficiente, elegante e razionale: la plastica è il materiale migliore per dare concretezza a questi concetti. Rosso, verde, viola, bianco e trasparente sono solo alcuni dei colori che si possono trovare in commercio e che servono per realizzare tantissimi complementi d’arredo come sedie, poltroncine, tavoli tutti composti da materie plastiche, o, più precisamente, da metacrilato, Pvc, Abs, policarbonato. Materiali che sono diventati privilegiati per la realizzazione oggetti di qualsiasi forma.Abbiamo parlato di colore, ma non c’è solo quello, perché grazie a soluzioni innovative si possono ottenere altissimi livelli di trasparenza per sedie e tavoli, oltre che resistenza e inalterabilità nel tempo. E, in ogni caso, questi complementi d’arredo diventano piccoli pezzi d’arte capaci di rendere particolare la casa con un budget limitato e con un buon rapporto qualità prezzo.Con l’acquisto di poche sedie, trasparenti o colorate come le pareti, si può dare armonia e luminosità all’ambiente, donando un aspetto e un carattere unico. O al contrario le sedie antiche, di pregio ma un po’ troppo impegnative, possono essere accostate a un tavolo moderno e colorato o a uno in metacrilato trasparente, giocando con un contrasto che esalta la peculiarità dei singoli pezzi.Se i primi oggetti d’arredamento in plastica risalgono agli anni ‘70 e sono quasi esclusivamente da librerie e mobili, la tendenza oggi è proporre per l’arredo domestico non solo complementi ma anche oggetti di uso quotidiano come piatti, bicchieri, forchette e vasi.Ciò che si può fare con la plastica non ha confini anche perchè la plastica è un materiale che non necessita di nessuna manutenzione particolare. Altamente igieniche, indeformabili, resistenti agli agenti chimici ed atmosferici, le superfici plastiche sono impermeabili, facili da pulire e durature. È sufficiente una passata con un panno umido perché tornino lucide come nuove. Non è quindi necessario usare prodotti chimici o detergenti, anzi sono proprio da evitare: i detersivi in polvere, le paste abrasive, le pagliette e le spugne ruvide possono graffiare la superficie e le sostanze corrosive e i solventi come acetone, trielina e ammoniaca non vanno assolutamente impiegati perché intaccano il colore.Tavoli e sedie per il giardino o il terrazzo, una volta proposti quasi esclusivamente in legno, sono da un po’ di tempo presentati con materiali plastici innovativi. Al mare o in campagna, gli arredi di plastica sono infatti sempre più consigliati perché leggeri, maneggevoli, indeformabili e resistenti, e perché possono essere spostati con facilità da un luogo all’altro, grazie al fatto di essere smontabili, impilabili o pieghevoli. Trattati tecnologicamente, resistono in modo efficace agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura tanto da non aver bisogno di essere riposti all’interno nella stagione invernale.In genere il materiale più utilizzato per gli arredi esterni in plastica è il propilene, ma stanno sempre più prendendo piede fibre sintetiche, esteticamente molto simili a quelle naturali, ottenute in laboratorio, con formule e nomi che variano da un’azienda all’altra.Per esempio, il sunweave sono fili di polietilene, esteticamente simili al rattan, resistenti al caldo e al freddo (+/- 50 gradi), all’acqua, alla salsedine e ai raggi Uv. L’ullaro è un materiale sintetico impermeabile che viene intrecciato sulla struttura e, rivestendola, crea un effetto rattan/vimini. È resistente allo sporco e gli arredi realizzati con questo materiale e non necessitano di manutenzioni particolari.Il batyline Pvc free è un tessuto traforato. Alcune sue fibre di poliestere sono sottoposte a un’operazione di saldatura per ottenere un tessuto indeformabile, estensibile e resistente allo strappo. Poiché non assorbe l’umidità, questo materiale si asciuga in poco tempo, si macchia difficilmente ed è facile da pulire. Innovativo ed esclusivo, il batyline Pvc free assicura le stesse caratteristiche del tessuto batyline tradizionale, come la resistenza ai raggi ultravioletti, il trattamento antifungo, la trama a rete che permette all’acqua di defluire, la resistenza alle deformazioni e la facile manutenzione.DuPont corian, infine, è un materiale versatile e composito che permette di creare superfici piane o curve, ad alte prestazioni estetiche e funzionali.

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La sdraio impilabile QT 195 di Royal Botania è in acciaio inox e tessuto batyline