Lusso estremo

Performance senza compromessi (in strada e sul conto economico). Inarrestabili, nelle prestazioni come nelle vendite, anche quando si tratta di modelli più unici che rari. Da LaFerrari passando per Lamborghini Veneno, prodotta in soli tre esemplari, fino alla familiar-coupé firmata Aston Martin: sono queste le auto che a volte persino i nababbi possono solo sognare

Il lusso salverà l’Europa dalla crisi. Il rapporto pubblicato dall’Eccia (European cultural and creative industries alliance) sul contributo di questo settore chiave, in termini di occupazione, di garanzia della qualità e di creazione di un indotto, soprattutto in termini turistici, all’economia europea parla chiaro: con un fatturato pari al 3% del Pil europeo, ha un margine di crescita tra il 7% e il 9% entro il 2015 in un contesto macroeconomico che, al contrario, cede sotto i colpi della crisi. Un messaggio che sembra fatto apposta per tirare su il morale dell’Italia, Paese nel quale il buon gusto, la manualità, la creatività, l’individualismo indispensabili per produrre beni elitari sono di casa nei comparti della moda, dell’arredamento, dei gioielli.

Anche il mondo dell’automobile sarà in grado di fare la sua parte. Magari intercettando richieste ancora più esclusive, che vanno oltre la frontiera del lusso e del rapporto con le prestazioni. Un esempio? Le tirature limitate riservate ai Paperon de’ Paperoni. Chi compra l’ultimo esagerato Cavallino prodotto a Maranello, una vettura estrema e costosissima (499 esemplari, circa 1,2 milioni di euro ciascuno) battezzata LaFerrari, un nome a metà strada tra l’esclamazione di meraviglia e la citazione dell’amica di scuola, non è necessariamente un amante della guida sportiva. Anzi, probabilmente è solo un ricchissimo investitore. Per lui l’operazione equivale all’acquisto di un’opera di Giorgio Morandi o di Andy Warhol, perché sa che LaFerrari è un oggetto che manterrà il valore nel tempo (o addirittura lo moltiplicherà). Gli appassionati che si illudono che i collezionisti siano spinti dal sacro fuoco per il debutto del motore ibrido Hy-Kers, il magico abbinamento del V12, 6.3 litri, da 800 cv a 9.250 giri, a due motori elettrici da 163 cv, che porta la potenza complessiva a 963 cv e la coppia massima a 900 Nm, forse non sbagliano in toto, ma è sicuro che oltre il 50% dei nababbi acquirenti di LaFerrari lo fa solo per un freddo calcolo, diversificare gli investimenti. Lo stesso concetto può essere esteso ai clienti della McLaren P1 (399 esemplari, circa 1,1 milioni di euro ciascuno): scommettere su un oggetto destinato a mantenere se non ad aumentare il suo valore nel tempo. Eppure il sistema di propulsione dell’ibrida P1, un V8 3.8 litri biturbo accoppiato a un motore elettrico da 176 cv, per 916 cavalli e 900 Nm di coppia, trasmessi tutti alle ruote posteriori grazie a un cambio Graziano di origine sportiva, con doppia frizione a sette rapporti, dovrebbe mettere addosso una voglia matta di mettersi al volante per scattare da 0 a 300 km/h in 17 secondi, cinque in meno rispetto all’antenata McLaren F1. La velocità massima è limitata a 350 km/h e lo 0-100 km/h viene archiviato in meno di tre secondi, con un’accelerazione 0-200 in meno di sette secondi. Ancora più esclusiva la Pagani Huayra, prodotta nell’atelier di San Cesario sul Panaro alle porte di Modena, che costa, esattamente, 1.027.290 euro. Chi decide di investire questa cifra nell’hypercar Pagani non deve far altro che scegliere il colore della carrozzeria, abbinare le tinte dei pellami e aspettare: ne vengono costruite una trentina all’anno, a mano, con una precisione maniacale. Il motore si trova dietro i sedili, le porte si aprono ad ali di gabbiano, il baule è come se non ci fosse. Telaio in carbo-titanio e carrozzeria in fibra di carbonio bloccano il peso a 1.350 kg, il motore V12 biturbo, 6.0 litri, di origine Mercedes-Amg, oltre 720 cv e 1000 Nm di coppia, assicura prestazioni da fantascienza: 3,3 secondi da 0 a 100 km/h, 360 orari di velocità massima, con piccoli flap che si aprono sulla carrozzeria davanti e dietro per non farla decollare.

Sono, senza alcun dubbio, collezionisti esagerati anche i tre miliardari, il cui identikit è top secret, che si sono già aggiudicati le uniche tre Lamborghini Veneno che saranno costruite, al prezzo di 3 milioni di euro ciascuna (tasse escluse). Questa trasposizione stradale di una vettura da corsa nasce per festeggiare i 50 anni del marchio di Sant’Agata Bolognese. Anche in questo caso, sarà difficile sapere come i proprietari giudicano l’esperienza di guida e che tipo di sensazioni sa offrire un prototipo da corsa omologato per l’utilizzo su strada. Si può tentare di immaginarne le performance, mentre magari si guarda alla tv un Gp di F1. Il V12 da 6,5 litri eroga 750 cv, che permettono alla Veneno di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi e raggiungere i 355 km/h. Il cambio è un automatico rapidissimo a sette rapporti e con cinque differenti modalità di guida. Le ruote sono letteralmente attaccate alla strada grazie alla trazione 4×4 e a tecnologie provenienti dal mondo delle corse, come le sospensioni push-rod. Fatta in carbonio è leggerissima. Il fatto nuovo? Coinvolge i nomi più famosi della carrozzeria italiana, Pininfarina, Bertone, Touring Super-leggera, ritornati prepotentemente sotto le luci dei riflettori da quando hanno riscoperto di saper realizzare alla perfezione automobili da sogno. Bertone ha festeggiato i 60 anni della collaborazione con Aston Martin, che quest’anno spegne la candelina del centenario grazie a un gentleman driver inglese, con una passione smodata e fine conoscitore della storia del marchio britannico, oltre a disponibilità di denaro decisamente superiori alla media. Il collezionista ha chiesto di realizzare la “sua” Aston Martin, quella che non si era mai vista nella produzione di serie. Una versione shooting brake, nata dalla trasformazione di una Rapide (motore V12 6.0 litri per 476 cv) in una familiar-coupé. Il fanatico mister ha partecipato a tutte le fasi della lavorazione, scelto i colori, i pellami, i dettagli delle finiture. Costo dell’operazione non pervenuto, ma si dice superiore ai 500 mila euro.

Un’altra one-off (per ora, ma si prevede una tiratu-ra di una decina di pezzi), che si può fregiare dello scudetto Alfa Romeo, è la Disco Volante by Touring. L’unico esemplare esistente finirà nel salotto di un collezionista di Singapore che non avrà neanche il piacere di usarla dopo aver sganciato oltre 500 mila euro: nello Stato asiatico, infatti, le vetture con guida a sinistra non possono circolare. Le linee si ispirano all’Alfa Romeo C52 Disco Volante, disegnata dalla Carrozzeria Touring nel 1952. Per costruirla si prende un’Alfa Romeo 8C Competizione (292 km/h di velocità massima; 4,2 secondi da 0 a 100 km/h), si smonta tutta la carrozzeria e si sostituisce con quella nuova fatta di pannelli in alluminio battuto a mano negli atelier milanesi di Touring Superleggera. Alcuni particolari, come i paraurti e certe sottostrutture, sono in fibra di carbonio. Il tempo di consegna è di otto mesi. Anche Pininfarina ha fiutato il business. Finora non è ancora stato deliberato se l’avveniristica Sergio sarà prodotta o meno. Ma gli appassionati che la vorrebbero ci sono già, una decina, disposti a investire una cifra superiore al milione di euro. Il telaio e la meccanica non pongono problemi, sono quelli della Ferrari 458 spider, e per omologare il prototipo presentato al Salone di Ginevra basterebbe sistemare pochi dettagli. Produrla in sei-otto pezzi non sarebbe complicato, sostengono alla Pininfarina, se si pensa che gli stampi per le parti della carrozzeria in carbonio potrebbero assicurare la realizzazione di quasi una ventina di esemplari.

Infine per i feticisti della Range Rover Evoque, che hanno pazienza e sanno aspettare, potrebbe esserci l’occasione di entrare in possesso di una delle dieci Limited Edition create su misura per personaggi che rappresentano le diverse anime Music, Glam, Delight, Art e Sport del modello più leggero ed efficiente mai prodotto da Land Rover. Gli ambasciatori del brand sono Victoria Beckham (Special Edition), i dj Sergio Cerruti e Isa Iaquinta, l’opinionista di moda Jonathan Kashanian, l’imprenditore Teo Musso, il conduttore radiofonico Federico Quaranta, l’artista Marco Tamburro, il fotoreporter Stefano Principi, la golfista Diana Luna e il manager sportivo Rodolphe Arenales. I prezzi? Non sono prevedibili, visto che bisognerà partecipare a un’asta…

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