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Lifestyle

Il gioco del mondo

I vincitori del World press photo 2009. Tra il serio e il faceto, uno sguardo nuovo sul celebre foto contest. Le immagini premiate come tarocchi, un’occasione per riflettere sulla realtà in cui viviamo

Fermo. Le immagini ci investono in un flusso continuo, conquistano l’attenzione per un istante e spariscono, distrutte nella memoria dal loro semplice essere ovunque, troppo numerose per essere ricordate. Rafforzano l’impatto di una notizia e svaniscono, ma così perdiamo qualcosa. Poter immaginare quello che succede in tutto il mondo e poterlo immaginare perché “lo abbiamo visto” e lo ricordiamo permette di percepire la realtà in maniera più profonda e intima, oltre che razionale. È per questo che il World press photo, il più importante concorso di fotogiornalismo, si è imposto negli anni come un evento di primaria importanza. La qualità delle foto che vi partecipano di per sé le imprime nella coscienza, ma proviamo a soffermarci su alcuni scatti. Sarebbe bello che entrassero a fare parte della nostro patrimonio culturale come le carte da gioco di un mazzo speciale per dei giocatori di lungo corso. Le figure, i segni, la stessa superficie delle carte liscia e ruvida insieme con il suo odore di domenica pomeriggio diventano vecchi amici che si conoscono da sempre ma riescono ancora a sorprendere, se no, non avrebbero più senso le partite. Per cercare di acquisire questa confidenza con le immagini le dividiamo per semi e iniziamo a giocare. È un antico trucco per memorizzare le informazioni che risale addirittura a Giordano Bruno: si tratta di associare quello che vogliamo ricordare a qualcosa che conosciamo bene, come una strada che percorriamo quotidianamente o, nel nostro caso, un gioco con cui sicuramente abbiamo avuto a che fare.

Due di denariLa prima carta che estraiamo mostra il primo classificato del photo contest, lo scatto di Anthony Suau, il nostro due di denari. Lo scenario è alquanto angosciante con un agente armato che si muove in una casa sotto sequestro. Il bianco e nero rende la scena particolarmente drammatica: di “denari” la famiglia che viveva qui ne aveva pochi, l’abitazione è stata espropriata e un detective deve assicurarsi che tutti se ne siano andati. Reagire a questo sconforto è difficile, ma aiuta la prossima carta. Il tema è molto simile, anche se l’immagine non potrebbe essere più diversa. Una famiglia disagiata, che potrebbe essere la stessa che viveva nella casa espropriata, si abbraccia forte stringendosi in un unico letto. È il nostro asso di denari, il punto di partenza, l’idea che senza rapporti umani non si arriva da nessuna parte, che l’unico capitale sicuro è quello umano. Lo stesso concetto è dietro alla foto che scegliamo come fante di denari: Michelle Obama, vicina al marito nonostante la stanchezza nell’estenuante campagna elettorale statunitense.

Re di coppeA sostenere i rapporti umani nella ricostruzione di un’economia e di una società più solide e sane arrivano le carte di coppe. Le coppe in questione sono quelle delle competizioni sportive, simbolo di impegno, abilità e gioco di squadra. Basta vedere lo sforzo che tende i muscoli di tutto il corpo del tuffatore immortalato subito prima dell’impatto con l’acqua o l’energia di Usain Bolt mentre stabilisce il nuovo record mondiale dei 200 metri maschili nella foto di Mark Dadswell, rispettivamente il nostro re e cavallo di coppe. C’è bisogno oggi più che mai di quell’impegno e quella energia. A Pechino 2008 i fotografi hanno avuto splendide occasioni di ripresa e gli scatti premiati mostrano che hanno saputo approfittarne. Eppure, il valore quasi “salvifico” dello sport emerge ancora di più dalle immagini che ritraggono i bambini all’opera, lontano dai riflettori. Si intravede nello sguardo serio di un giovanissimo cavallerizzo mongolo che sembra uscito da un’altra era e che scegliamo come fante di coppe, e nell’entusiasmo dei piccoli birmani che giocando a palla si fanno coraggio nonostante un ciclone abbia distrutto il loro villaggio. Sono il nostro asso.

Asso di bastoniLa capacità di concentrarsi, lavorare insieme e vincere è tanto più necessaria oggi, in un periodo che sembra nascondere nuove sfide e nuove insidie dietro ogni giorno. La foto che scegliamo per l’asso di bastoni, a rappresentare il massimo della durezza della vita, mostra effettivamente un mazza, il manganello di un soldato che si alza a colpire una donna disarmata con in braccio un bambino nudo. La donna prova a resiste allo sgombero del campo abusivo in cui vive in Brasile. Il figlio è piccolissimo, ma si concentra su di lui, al centro dell’inquadratura, la foto di Luiz Vasconcelos: che futuro avrà quel bambino? Sopravvivrà al conflitto che sembra essere ovunque e combattersi con ogni mezzo? Addirittura le frecce sono usate per combattere e sottomettere, nelle guerre etniche in Kenya nella foto che scegliamo come fante di bastoni.

Fante di spadeCome finisce la storia dipende da noi. Il fante di spade è un uomo normale, fotografato da Tomasz Wie ch mentre partecipa a una colazione di lavoro. Non si vede il volto, potrebbe essere chiunque e, nella fredda luce azzurrognola della cucina, sembra schiacciato da una quotidianità banale e poco stimolante. A lui trovare occhi nuovi, confrontarsi con la realtà in maniera aperta e tirare fuori la sua energia. Potrebbe scoprire dentro di sè la forza, la libertà o la sicurezza del leopardo di Steve Winter, alla cui regalità spetta la corona del re di spade.

Saggezza antica

Non è una novità che la conoscenza passi anche attraverso gli occhi. Gli antichi greci per esempio per dire “io so” usavano il passato del verbo vedere (oida). L’idea è che conosco qualcosa solo se l’ho vista, se ne ho avuto esperienza diretta.

Tutto iniziò nel 1955 Il World Press Photo è un’organizzazione non-profit fondata ad Amsterdam 54 anni fa. Il concorso fotografico è la sua principale attività, a cui è associata una mostra itinerante che tocca 45 Paesi in tutto il mondo ed è visitata da più di due milioni di persone ogni anno. Impegnata anche in diverse attività di sviluppo e promozione della fotografia, l’organizzazione è finanziata da diversi partner tra cui spiccano Canon e Tnt.