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Diritti tv: l’Antitrust apre un’istruttoria dopo le perquisizioni

Per Mediaset l’assegnazione dei diritti è stata perfettamente regolare

Dopo le ispezioni da parte della GdF (Nucleo speciale Tutela Mercati) e dei funzionari Antitrust nelle sedi della Lega di Serie A, Infront Italy, Sky Italia, R.t.i., Mediaset e Mediaset Premium, arriva la conferma ufficiale da parte dell’Authority dell’apertura di un’istruttoria nei confronti di tutti i protagonisti sull’assegnazione dei diritti televisivi per il caampionato di calcio 2015-2018. Il procedimento, che si concluderà entro il 30 aprile 2016, intende verificare se si siano verificati «accordi “spartitori”» fra Sky e Mediaset, che si tradurrebbero in una «un’intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell’art. 101, comma 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, volta eventualmente a “condizionare e alterare” gli esiti della procedura di assegnazione e a escludere i potenziali nuovi entranti, in modo da pregiudicare il commercio intracomunitario», come si legge nella nota dell’Authority.

Lo scorso giugno, la Lega di A aveva assegnato a Sky i diritti per la trasmissione su satellite delle otto squadre principali (pacchetto A), a Mediaset quelli per il Dtt (pacchetto B), mentre il pacchetto D (i diritti delle restanti 12 squadre) era stato assegnato a Mediaset per poi essere ceduto in sublicenza a Sky. «Al termine della procedura per l’assegnazione dei diritti televisivi», sottolinea però l’Antitrust, «Sky avrebbe dovuto trasmettere le partite del campionato di Serie A sulle piattaforme satellitare e digitale terrestre contenute nei “Pacchetti A e B”, mentre a Mediaset – che aveva presentato l’offerta più alta solo per il “Pacchetto D” – sarebbero spettate le restanti partite su tutte le piattaforme».

Mediaset, da parte sua, «è assolutamente convinta che l’assegnazione dei diritti tv sia perfettamente regolare», ha precisato in una nota, evidenziando che «gli accordi definitivi hanno ricevuto il benestare sia di AgCom sia di Antitrust in conformità con la Legge Melandri». Secondo la ricostruzione di Mediaset, inoltre, nessun “nuovo entrante” aveva presentato offerte superiori alla base d’asta; inoltre la legge Melandri impedisce l’assegnazione dei pacchetti A e B a un unico operatore.