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Dieselgate: «Nessun taglio agli investimenti di Volkswagen in Italia»

L’annuncio dell’a.d. tricolore Nordio: salve Ducati e Lamborghini. Intanto lascia anche il capo di Skoda

Il taglio degli investimenti annunciato da Volkswagen non riguarderà l’Italia. Lo annuncia l’a.d. italiano Massimo Nordio davanti alle commissioni Industria e Ambiente del Senato, annunciando una lettera del presidente di Audi Ag al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e ai ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dello Sviluppo economico, Federica Guidi. «Il piano di investimenti previsto in Italia di Audi Ag e del gruppo Volkswagen è confermato totalmente», ha detto Nordio. Nessun sacrificio dunque per Ducati, che nel 2014 ha aumentato il potenziale dello stabilimento, e Lamborghini che sta preparando il lancio della produzione del suo primo Suv a Sant’Agata.

POCHI DANNI. «Il presidente Rupert Stadler», ha spiegato il dirigente del gruppo, «ha confermato in questa lettera che il piano previsto di investimenti in Italia del Gruppo è confermato totalmente. Questo a fronte di notizie su ridimensionamenti che non toccheranno l’Italia. Il valore annuale degli acquisti in Italia tocca i 2,5 miliardi per circa 1.500 aziende fornitrici», ricordando che il gruppo Volkswagen in 60 anni di attività nella Penisola ha venduto quasi 200 mila veicoli. Di questi, sarebbero 1.300 i veicoli Euro 5 ancora nei concessionari e sottoposti a verifiche per lo scandalo emissioni.

«Se oggi si va in una concessionaria si trova una presenza numericamente bassissima di veicoli euro 5 mentre la stragrande maggioranza sono euro 6 per le quali fin dal primo giorno è stato detto che sono totalmente indenni da questo tipo di problema e rispondono in maniera totale ai requisiti di omologazione euro 6», ha concluso Nordio, «il cosiddetto dieselgate ha generato finora un impatto modesto sulle vendite senza cali preoccupanti ad ottobre. Il marchio su cui c’è stato l’effetto piu forte è quello Volkswagen perché su questo c’è stato il boom dell’impatto mediatico. L’impatto finale sarà molto influenzato dalla velocità con la quale sapremo dare la soluzione. Vedremo nei prossimi mesi le contromisure necessarie per un impatto minore possibile e per proteggere dall’impatto l’azienda e le concessionarie».

UN ALTRO ADDIO. Intanto, un altro top manager del gruppo, il capo di Skoda Winfried Vahland, si è dimesso come riferiscono Handelsblatt e Auto Bild. Vahland, 58 anni e da 25 in Volkswagen con il merito di aver favorito il successo del marchio in Cina, era dato come favorito per prendere il timone della nuova filiale nordamericana di Volkswagen, che riunirà i mercati di Stati Uniti, Canada e Messico, ma – così riferiscono le indiscrezioni – il manager non condivideva le idee della dirigenza (del nuovo Ceo Matthias Mueller, che lo aveva superato all’ultima curva per il posto di successore di Martin Winterkorn) sulle strategie per il mercato del continente

Credits Images:

Il disegno della Lamborghini Urus, il primo Suv della casa che dovrebbe entrare presto in produzione a Sant'Agata Bolognese (BO)