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Lifestyle

Prestigio a quattro ruote

Altro che crossover e Suv, oggi tanto di moda, per capitani d’industria e professionisti di successo le ammiraglie non perdono mai il loro fascino. Rifatevi gli occhi con i modelli più esclusivi del momento

Farsi vedere al volante di un urban crossover? No, per carità, sarebbe una pacchianata imperdonabile. E che dire dei suv taglia extralarge? Per chi abita ai piani altissimi della scala sociale sono, semplicemente, roba da parvenu. Per non parlare dei modelli aggressivi che nei siti specializzati vengono definiti «molto cool», vera kriptonite per capitani d’industria e professionisti di successo, che preferiscono restare nel solco della tradizione di quell’understatement che ha come fulgidi esempi Gianni Agnelli, Giancarlo Mandelli, Giovanni Borghi: l’Avvocato guidava soprattutto delle Fiat Croma ma, noblesse oblige, con sotto il cofano un V6 tremila Alfa Romeo e gli interni in sontuosa pelle blu. Borghi, il patron dell’Ignis soprannominato “il Cumenda”, all’inizio degli anni ‘60 viaggiava su un’ammiraglia Fiat 2300 con motore sei cilindri. Mandelli, re delle rivoluzionarie macchine utensili a controllo numerico, si muoveva al volante di una quattro porte Mercedes Classe S ipertecnologica. Insomma: le berline quattro porte di prestigio non tramontano mai e si fanno beffe dei venti effimeri delle mode a quattro ruote. Chi sceglie le ammiraglie afferma che le preferisce ai grandi Suv perché sono meno ingombranti, ma non è proprio vero; consumano meno, e questa è una critica fondata; si fa meno fatica a salire e scendere; non servono se si percorrono sempre strade asfaltate, come succede alla maggior parte dei proprietari; non sono tanto spaziosi come lascerebbero intendere guardandoli da fuori; non è vero che sono strasicuri perché il baricentro e molto più alto di quello di una berlina.

Berline: in Italia 8 su 10 sono acquistate dalle aziende

In Italia a fine 2018 gli estimatori delle berline più esclusive ne avranno acquistati circa 2 mila pezzi nella fascia di prezzo intorno ai 100 mila euro, otto su dieci acquisite dalle aziende e due dai privati, questi ultimi negli allestimenti più personalizzati e costosi. Come l’Audi A8, un macchinone tutto lusso e sfarzo che ha la straordinaria proprietà di non far girare la gente per strada. Diventata famosa per essere la protagonista della serie televisiva The Transporter, ideata da Luc Besson, la versione più autorevole è la Limousine con il motore biturbo benzina 12 cilindri doppio W che ha in scuderia 585 cavalli, ma in Italia per ora arrivano solo le 50 Tdi diesel ibride a gasolio, mentre l’optional irrinunciabile è costituito dalle ruote posteriori sterzanti che in curva danno alla tedescona un’agilità da pantera. Se, poi, si vuole un po’ di grinta in più ecco la versione limousine della Porsche 911, la Panamera Sport Turismo, che ha il lunotto meno inclinato rispetto alla versione normale a beneficio di chi siede sulle poltrone posteriori. Chi può permettersela non deve scendere a nessun compromesso e fare un bonifico da 196.600 euro, il prezzo fissato nel listino della casa di Stoccarda per la Turbo S E-Hybrid nell’allestimento Executive. La potenza è mostruosa, 680 cavalli, e il motore è un parente stretto di quello che da due anni sbanca la 24 Ore di Le Mans. E se qualcuno vi facesse notare che tutta quella cavalleria sulle strade di oggi è perfettamente inutile fate spallucce e tirate dritti: nessun patrimonio, neppure quelli costituti dagli Hors power, è mai troppo grande… e, tanto per chiarire, questa versione ibrida di Panamera scarica solo 69 grammi per km di CO2 la metà di una berlina economica da 100 cv che brucia Gpl.

Per i sostenitori del “fatto in Italia”, invece, è pronta a ruggire la Maserati Quattroporte, una V8 imbattibile sotto il profilo della qualità dei materiali utilizzati per arredarne gli interni e della perfezione delle finiture. Certo, la classe dell’esemplare che aveva in dotazione Sandro Pertini resta imbattibile, e il porta-pipe in radica che le era stato applicato dalla carrozzeria Fioravanti di Milano resta uno degli accessori più leggendari di sempre, ma a sgombrare la mente dai rimpianti per il tempo che fu pensa la trazione integrale, che porta la tenuta di strada a livelli stratosferici. I più tradizionalisti potrebbero preferirle una Mercedes Classe S, rassicurante e ricca come un grande quadro del Rinascimento, una berlina di prestigio confortevole come una Spa. Le poltroncine offrono una serie quasi infinita di massaggi, da quelli più dolci sino a quelli che simulano la terapia con pietre calde, mentre i colori dell’illuminazione e la musica selezionata dalla stessa Classe S cambiano in base all’umore del guidatore.

La più elitaria è la Maybach, a chi vuole alternarsi con l’autista al posto di guida è dedicata la Amg, il massimo delle prestazioni, 3,5 secondi da zero a cento all’ora. Chi vuole vivere oggi nel futuro e godere del consenso sociale, anche a prezzo di qualche scomodità, troverà pane per i suoi denti con la Tesla Model S 100D, elettrica senza compromessi che si ricarica di notte nel garage della magione del fortunato proprietario per garantire un’autonomia di oltre 600 km, o durante i lunghi trasferimenti in ristoranti, alberghi, negozi che forniscono un servizio di ricarica rapida, che equivale a caricare il 70 per cento dei Watt in una trentina di minuti. Avveniristica e ben vista da chi porta occhiali con le lenti verdi è la nuova Lexus Ls 500 Hybrid, la perfezione assoluta del mix fra un motore tradizionale e un paio di elettrici, che ricarica le batterie mentre viaggia. Considerata la più silenziosa ammiraglia in circolazione, si ispira alla tradizione di accoglienza Omotenashi, con la carrozzeria che si abbassa per far salire i passeggeri e i sedili che offrono il massaggio Shiatsu. La nuova ammiraglia giapponese ha una carrozzeria casual chic, bella senza dubbio, ma ci sono ancora leader che si sentono a loro agio solo indossando uno smoking. Abito che traslato nel mondo delle ammiraglie si identifica con la Bmw Serie 7. Le sue forme classiche non devono ingannare. Nella struttura abbondano fibra di carbonio e alluminio, e si può scegliere con la trazione integrale e con le quattro ruote sterzanti. Nei prossimi mesi arriverà un restyling che cambierà il muso con una mascherina ancora più imponente e gruppi ottici più rastremati, mentre nell’abitacolo sono previste evoluzioni legate alla connessione e all’infotainment e l’introduzione di nuovi sistemi di assistenza alla guida. O, ancora meglio, con la Jaguar XJ, l’ammiraglia lanciata nel 2009, che ha l’aplomb di 007 quando era ancora interpretato da Sean Connery. Xj è la massima espressione del concetto di berlina secondo Jaguar, la combinazione equilibrata tra tecnologia evoluta, dinamica di guida sportiva e stile. È tanta, ma è leggera perché viene costruita tutta in alluminio. Si sceglie se si predilige la britishness, che significa sedili in pelle goffrata traforata Ivory con cruscotto superiore Ebony, rivestimento del padiglione in tessuto scamosciato e inserti in ebano figurato lucido. Mancano da accontentare gli incontentabili, quelli che in smoking si sentono dei clochard e sono felici solo se possono sfoggiare un tight cucito a mano da un artigiano londinese delle forbici.

Per questa élite le opzioni sono solo due, Bentley Flying Spur e Rolls-Royce Ghost II. Berline di grandi dimensioni e di lusso smisurato. La realizzazione artigianale prevede che nell’abitacolo sia bandita la plastica, sostituita da dettagli cromati, inserti in radica, pelle finissima. La Flying Spur monta motori biturbo otto cilindri a V o 12 a W della galassia Lamborghini-Audi (Bentley è stata acquisita nel 1998 dal Gruppo Volkswagen) che assicurano prestazioni da supercar. Ghost II ha un aspetto meno formale, dominato dall’immensa calandra cromata. Le dimensioni sono tanto generose quanto il peso, ma le prestazioni sono brillanti supportate da un 12 cilindri a V di produzione Bmw (Rolls-Royce fa parte del Gruppo Bmw dal 1998) e il notevole comfort è garantito dalle sospensioni pneumatiche. Quanto costano? Non lo vuole sapere neanche chi le compra. La delega alle volgari transazioni di denaro ce l’ha il famiglio-assistente addetto alla contabilità…

Credits Images:

ROLLS-ROYCE GHOST II V12
Lunghezza 540 cm / Motore benzina V12 6.6 litri per 570 cv / Trazione posteriore / Cambio automatico 8 velocità / Prezzo 285.000 euro