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Arte

Amarsi. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy

Terni celebra il suo patrono San Valentino con una mostra a palazzo Montani Leoni che raccoglie circa 40 capolavori, tra pittura, scultura e ceramica, provenienti dai maggiori musei italiani

architecture-alternativo 'Venere e Adone' di Tiziano Vecellio | Metà del XVI secolo Olio su tela - 172,5 x 207,5 cm | Terni - Fondazione Cassa di Risparmio - di Terni e Narni, Collezione d’Arte

Qual è il legame tra Terni e San Valentino? Semplice, il patrono di Terni, nonché suo vescovo nel III-IV sec., San Valentino, è il protettore degli innamorati. È per questo che la Fondazione Carit ha deciso di rendere omaggio all’amore attraverso la mostra Amarsi. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy che raccoglie circa 40 capolavori, tra pittura, scultura e ceramica, provenienti dai maggiori musei italiani.

In programma fino al 7 aprile negli spazi di palazzo Montani Leoni, nel centro storico di Terni, l’esposizione propone iconografie, che hanno per oggetto diverse tipologie di amore nel corso del tempo.

Dentro la mostra Amarsi. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy

“Il genere umano non ha espresso l’Amore sempre nello stesso modo. Le storie d’amore raccontate da Ovidio nelle Metamorfosi per secoli sono state fonte inesauribile di immagini e racconti coinvolgenti, mentre oggi sono considerati miti forse meno adatti a raccontare il nostro modo di esprimere questo sentimento. Il trasporto che spesso suscita il desiderio nel corso del tempo è stato assecondato, represso o controllato, ma in ogni epoca ci sono sempre state opere d’arte in grado di rappresentare questi diversi atteggiamenti”, si legge nella presentazione della mostra.

“Assieme alla letteratura e, forse in maniera ancora più iconica e pregnante, l’Arte costituisce uno strumento perfetto per conoscere l’antropologia dei sentimenti e capire come sia cambiato il nostro rapporto con essi. L’Amore, senza dubbio, occupa il posto principale in questa vicenda secolare: quello passionale vissuto in gioventù, quello impossibile e scandaloso vissuto tra gli dei e gli uomini, quello tragico e quello eterno, come l’amore di una madre per i propri figli. Dall’Antichità fino al XX secolo è possibile individuare delle icone che, più di altre immagini, sono in grado di esprimere come il sentimento d’amore sia stato avvertito, raccontato e rappresentato.

Le opere spaziano dalla mitologia greca e romana, attraverso le icone dell’amore spirituale medioevale, al recupero dell’Antico in epoca Rinascimentale, e poi dal Barocco fino all’Ottocento per arrivare fino ai giorni nostri attraverso le opere di Mario Schifano, Alberto Burri e Bansky. La mostra Amarsi presenta per la prima volta al pubblico l’ultima opera acquisita dalla Fondazione Carit: Venere e Adone (1554 circa) della bottega di Tiziano Vecellio.

“Nella scena, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, il giovane Adone abbandona la dea Venere che si torce disperata nel tentativo di trattenerlo. Il richiamo della caccia è più forte dell’Amore che dorme placidamente sullo sfondo, sotto un albero. È l’alba, ma il cielo nuvoloso sembra presagire il dramma che tra poco avverrà: Adone verrà ucciso da un cinghiale, dal suo sangue nascerà il fiore dell’anemone”, spiegano i curatori.

Diana e la ninfa Callisto di Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino | 1630 – 1635 olio su tavola 43×63,5 cm | Roma
Collezione Bnl Bnp Paribas (dal 1985)