A tutto gas

Viaggiando a metano si consuma meno, si risparmia e si riducono drasticamente le emissioni nocive. Il carburante del futuro è già nel presente

Se avete ancora dei pregiudizi nei confronti del metano inteso come carburante per la vostra automobile, date retta a uno che se ne intende: Barack Obama. Il presidente degli Stati Uniti ha sposato in pieno la causa di questo gas, che potrebbe garantire la mobilità delle auto a stelle e strisce per altri cent’anni, in barba a crisi petrolifere, guerre locali e altri terremoti geopolitici. Al punto che il background tecnologico del Gruppo Fiat nei motori ad alimentazione mista metano/benzina è stato uno dei grimaldelli che hanno consentito a Sergio Marchionne di avere in dotazione con tutti gli onori le chiavi della Chrysler. Ma se le referenze di Obama non vi bastano, fidatevi almeno dei vostri colleghi automobilisti: se nel 1997 le vetture metanizzate circolanti erano 260 mila, mentre oggi se ne contano più di 750 mila, con numeri in crescita, ci sarà pure un motivo. Tutto merito di una semplicissima equazione: viaggiando a metano si consuma meno, si risparmia ancora di più e si riducono ai minimi termini le emissioni. Decisamente ridotta è anche la strada da fare per trovare un distributore, dato che oggi sul territorio nazionale ce ne sono più di mille (contro i 260 del 1997). Solo se abitate in Sardegna mettete da parte questo articolo in attesa di tempo migliori perché sull’isola, di erogatori, non ce n’è neppure uno, mentre le regioni più “gasate” sono l’Emilia Romagna (176 distributori), la Lombardia (143), il Veneto (128) e la Toscana (96), con preoccupanti vuoti al Centro e, soprattutto, al Sud. Le associazioni di categoria Ngv Italy, Assogasmetano e Federmetano hanno però sottoscritto un documento programmatico per raddoppiare il numero dei distributori e realizzare una rete sull’intero territorio nazionale che abbia almeno un impianto ogni 150 chilometri, anticipando l’Unione europea che punta a raggiungere l’obiettivo entro il 2025. «Perché l’appeal del metano ha inevitabilmente portato alla creazione di concentramenti a scapito delle zone scoperte », spiega Paolo Vettori, presidente di Assogasmetano, in un’intervista a MetAuto. «La crescita è necessaria, ma occorre che sia razionale, armonica e che chi entra in questo settore sappia che vendere metano è diverso da distribuire Gpl, benzina, gasolio».

SALVADANAIO A QUATTRO RUOTE

METTI UN SUINO NEL MOTORE

Fin qui lo stato dell’arte del software, ovvero del carburante. Già, ma l’hardware, cioè le auto destinate a usarlo? Prima di tutto un dato: negli ultimi 12 mesi le vendite sono cresciute quasi del 30%. Poi il colpo finale ai pregiudizi degli automobilisti meno giovani, quelli che si ricordano le bombole sul tetto delle rarissime auto a metano che circolavano negli anni del boom economico, bombole che davano la patente di poveraccio a chi sotto quel tetto ambulante stava, spesso suo malgrado. A intonare il de profundis per i detrattori del metano sono le sinuose forme della Audi A3 Sportback G-Tron (circa 25.650 euro). «Un’Audi a metano non era facile immaginarla », dice Fabrizio Longo, responsabile del marchio in Italia, «e invece per noi è una proposta oggi reale, dedicata sia al cliente privato sia alle auto aziendali, così da mantenere tutto il piacere e l’immagine che si trae dal viaggiare in Audi, ma abbinandoli a una soluzione efficace sul piano dei costi d’esercizio e dell’ambiente». Con un pieno gassoso da 14,4 chilogrammi (addio, vecchi litri…) si fanno 400 chilometri spendendo circa 14,3 euro. Come dire poco più di 3,5 euro ogni 100 chilometri. Numeri da record ottenuti con un motore 1.400 a quattro cilindri che eroga 110 cavalli, si accoppia a un cambio automatico a sette rapporti e permette di raggiungere i 197 km/h con un’accelerazione da zero a 100 in 10,8 secondi, 92 g di CO2 per km. Nel deprecabile caso della fine del gas, resta l’opzione benzina, cioè altri 900 chilometri da percorrere per un’autonomia totale di 1.300 chilometri, come dire un abbondante Milano-Reggio Calabria potenzialmente senza soste. Dalla Germania arrivano anche la Mercedes Classe E Ncd (acronimo che sta per Natural gas drive), una due litri da 156 cavalli proposta, nella versione top di gamma, a 49.450 euro, e la Classe B (medesima meccanica, da 31.150 euro), che adotta la scelta estrema di limitare a 12 litri la capienza del serbatoio della benzina. Una riserva, insomma, da sfruttare solo in casi eccezionali. Più realista, vista l’attuale situazione dei distributori in Italia, la Fiat, che offre l’alternativa metano sulle tuttospazio Doblò e Qubo, sulle utilitarie Panda e Punto, e sulla monovolume 500L. La Panda Natural Power (prezzi a partire da 14.410 euro), in particolare, si è guadagnata il titolo di “Auto più ecologica del 2013” da parte della rivista svizzera Schweizer illustrierte in virtù di un consumo di 3,1 chilogrammi per 100 chilometri che si traduce nello sfondamento di quota tre euro solo per pochi centesimi. Per consumare ancora meno ecco la Volkswagen Eco-Up! (2,9 kg/100 chilometri, prezzo a partire da 12.400 euro), spinta da un tre cilindri di nuova generazione da 68 cavalli dotato di sistema start & stop. Se le pretese sono superiori, si può puntare, restando in casa Volkswagen, sulla Passat, disponibile sia berlina sia station wagon. Il propulsore è un 1.400 da 150 cavalli, il cambio ha sette rapporti e i prezzi oscillano tra 31 mila e 35 mila euro. A dimostrare che il metano può dare anche molto pepe ai motori, ci pensa la variante bifuel della Seat Léon: accelera da zero a 100 in 10,9 secondi ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 194 km/h. Questa spagnola con passaporto tedesco ha un prezzo di circa 22 mila euro e un’autonomia di 1.300 chilometri. Sul fronte del prezzo, quindi, resta imbattibile la cugina ceca della Léon, la Skoda Citigo, che si può portate in garage con meno di 12 mila euro. Si perde qualcosa sul piano delle prestazioni, ma in fondo gli smanettoni non sono certo il target ideale delle vetture metanizzate… Clienti ideali restano, invece, i padri di famiglie numerose. A loro misura la monovolume Opel Zafira Tourer, capace di trasportare fino a sette passeggeri (listino da 28.200 euro), e Vw Touran, mpv a cinque posti (da 29.900 euro) mentre sta per arrivare nelle vetrine dei concessionari un’altra Skoda, l’Octavia Wagon, che offrirà tra l’altro delle inedite sospensioni a bracci multipli capaci, secondo le dichiarazioni del costruttore, di migliorare in modo netto la tenuta di strada e, nello stesso tempo, il comfort di viaggio.

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