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Lavoro

Il grande esodo del talento dalla Brexit

Un milione di lavoratori in fuga dalla Gran Bretagna, secondo un sondaggio dell’Independent. E le offerte della May non convincono: dove finiranno queste risorse?

Un milione di lavoratori stranieri si prepara alla fuga dalla Brexit. A dirlo è un sondaggio dell’Independent, secondo cui oltre un milione di risorse straniere lascerà la Gran Bretagna nei prossimi cinque anni a causa dell’uscita dall’Unione europea e ai rischi per l’economia di Sua Maestà. Si tratterebbe di un buco enorme di competenze e personale qualificato.

UN MILIONE DI STRANIERI IN FUGA DALLA BREXIT

Il sondaggio Deloitte Power up – The Uk workplace dice che il 36% dei non britannici che lavora nel Regno Unito sta valutando l’addio entro il 2022. E il 26% ha addirittura più fretta ed è pronto a fare le valigie in meno di tre anni. Le percentuali schizzano tra i lavoratori europei altamente qualificati: il 47% ha intenzione di partire, e il 15% dei quali in tempi ristretti. Si tratta di 1,2 milioni di lavoratori sui 3,2 milioni di immigrati europei, europei o extracomunitari, presenti al momento sull’isola. E il discorso vale anche per i lavoratori extra-Ue. La tendenza è analoga anche tra i lavoratori extra-Ue: il 27% dei meno qualificati se ne andrebbe entro cinque anni mentre tra chi ha una professione altamente qualificata si arriva al 38%.

Si prepara dunque un grande esodo di competenze che tanti Paesi, Italia in testa, dovrebbe provare a intercettare con proposte convincenti e occasioni di sviluppo. La maggior parte dei lavoratori, infatti, dice di voler tornare nel proprio Paese di origine, ma c’è anche un 11% che punta gli Stati Uniti e il 10% che valuta l’Australia.

Non convincono infatti le proposte del premier Theresa May: gli europei che otterranno la permanenza a tempo indeterminato la perderanno in caso di trasferimento all’estero – anche per lavoro – per più di due anni, rinunciando quindi a welfare, pensioni e istruzione. Chi invece ha già la carta di residenza se la vedrà annullare e dovrà ricominciare l’iter da zero. Anche l’Ue non ha lasciato molto spazio a queste garanzie per i cittadini europei nei primi colloqui col governo britannico, le cui scelte allontaneranno i talenti soprattutto nel campo della medicina e della finanza.