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Lavoro

Timorosi e a corto di soldi: ecco i chi sono i millennials

Solo il 25% si sente realizzato pienamente e solo 4 su 10 si considerano vincenti. Gli altri brancolano fra incertezze e ostacoli oggettivi

Spesso, vengono descritti come persone determinate, sicure, ottimiste e un po’ arroganti. E, invece, non è sempre così: molti millennials guardano alla vita in maniera negativa e timorosa. A dirlo un’indagine condotta da Gray Grose, in collaborazione con l’istituto di ricerca Trade Lab, secondo cui solo 4 giovani italiani su 10 si sentono vincenti. Tutti gli altri procedono con grande insicurezza e pensano che la loro strada sia piena di ostacoli. Quali? Il 51% è frenato dalle difficoltà finanziarie, il 41% dalla mancanza di meritocrazia nel mondo del lavoro, il 31% dall’assenza di stimoli e il 12% da un’istruzione ancora troppo nozionistica e poco concreta. Il risultato è che solo il 25% si sente realizzato pienamente e il 30% vorrebbe cambiare lavoro nei prossimi tre anni.

Le cinque tipologie di millennials

Ma i millennials non sono tutti uguali, gli autori li hanno divisi in cinque gruppi. È risultato così che la maggioranza, il 28%, appartiene al gruppo dei leoni, ossia dei sostenitori del gioco di squadra, che trovano la propria forza nel “branco”. Hanno come modello ideale Nelson Mandela, credono fermamente nella disciplina e nell’umiltà e sono grandi risparmiatori. Curiosi e sempre pronti a imparare, amano frequentare corsi di aggiornamento e workshop. All’estremo opposto troviamo gli orsi (27% dei giovani), che preferiscono giocare da soli e fare affidamento sulle proprie forze, senza contare sugli altri. Puntano molto su determinazione, scaltrezza, furbizia e problem solving e prendono a esempio Alex Zanardi. Il 17% dei millenials italiani appartiene alla classe delle tartarughe: ponderano molto ogni decisione, riflettono a lungo e si affidano alla ragione più che all’istinto. Poco ottimisti, si ispirano a Steve Jobs, ponendosi obiettivi a lungo termine, che richiedono intraprendenza, lungimiranza, impegno economico ed energie. Cercano la propria realizzazione nel benessere psicofisico. I lupi, ossia i vincenti, sono appena l’11%: non hanno paura di buttarsi, anzi sono esaltati dalla competizione, affrontano le sfide con ottimismo mischiato a una forte razionalità. Prendono Barak Obama a modello e sono fortemente determinati. Pensano che la crescita personale vada a braccetto con quella economica e professionale e sono convinti che si possa sempre fare meglio. Infine, ci sono i koala, i meno ottimisti, che subiscono le situazioni senza combattere per cambiarle. Rinunciatari, preferiscono stare soli e non amano le sfide. Indicano Bebè Vio come esempio di persona vincente e non puntano a promozioni o vittorie sul lavoro. Per loro il successo passa dall’autostima e dalla determinazione.