Svolta sui contratti, i punti dell’accordo Confindustria-Sindacati

La Cgil di Susanna Camusso si unisce all’intesa raggiunta da Cisl, Uil e Ugl sulla rappresentanza sindacale e l’efficacia dei contratti, ora “più forti ed esigibili”. Scarica il testo

Primi segnali di svolta sul fronte della rappresentanza sindacale e dei contratti: la Cgil di Susanna Camusso si unisce all’intesa Confindustria-sindacati firmando – insieme a Cisl, Uil e Ugl – il testo di un accordo frutto di diverse ore di trattative. “Si chiude la stagione delle divisioni”, hanno dichiarato sia Susanna Camusso che Emma Marcegaglia al termine del vertice. L’intesa, secondo il presidente di Confindustria, va incontro sia ai sindacati che ora possono contare su contratti “più forti ed esigibili”, ma va anche “nella direzione” delle istanze della Fiat. Questi, in sintesi, i punti dell’accordo:

1. Certificazione e rappresentatività, soglia 5% – Vale il mix tra deleghe (certificate dall’Inps e trasmesse al Cnel) e i voti nelle elezioni delle Rsu, da rinnovare ogni tre anni. Per negoziare è necessario che il dato della rappresentatività per ciascuna organizzazione sindacale superi il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il Ccnl.

2. Contratto nazionale resta cornice – Il contratto nazionale ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale.

3-4. Con ok maggioranza Rsu, contratti aziendali validi per tutti – I contratti aziendali sono efficaci per tutti i lavoratori e vincolano tutti i sindacati se approvati dalla maggioranza delle Rsu elette. In presenza delle Rsa (che non sono elette ma nominate, in carica tre anni), quando le stesse approvano, sempre a maggioranza, i contratti aziendali, questi devono essere sottoposti al voto dei lavoratori. Per la validità della consultazione è necessaria la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto. L’intesa è respinta con il voto espresso dalla maggioranza semplice dei votanti.

5. Clausole tregua sindacale – I contratti aziendali che definiscono clausole di tregua sindacale per garantire l’esigibilità degli impegni assunti sono vincolanti per tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori ed i sindacati, non per i singoli lavoratori.

6. ‘Punto Fiat’ – Il settimo punto che indirettamente incide sulla questione Fiat, sostanzialmente sancisce l’efficacia dei contratti collettivi aziendali già conclusi con intese modificative del contratto nazionale sulla disciplina della prestazione lavorativa, degli orari e dell’organizzazione del lavoro. Più in generale, per il futuro, si affida allo strumento dei contratti aziendali la possibilità – pur non usando mai esplicitamente il termine deroghe – di indicare regole per aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi modificando il contratto nazionale.

7. Da governo incentivi a contrattazione secondo livello – Le parti chiedono al governo di continuare ad incentivare il secondo livello contrattuale, rendendo strutturali le misure di riduzione di tasse e contributi.

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