Stipendi legati ai risultati? Insieme si può

Lo ha proposto ai suoi 140 dipendenti Angelo Piccinin, fondatore e presidente di un mobilificio della provincia di Pordenone

La notizia è di quelle destinate a far discutere e non poco, anche se, a onor del vero, non è del tutto inedita.

Angelo Piccinin, 78 anni, fondatore e presidente del mobilificio Santa Lucia a Prata di Pordenone ha proposto ai suoi 140 dipendenti un referendum per stabilire se intendono o meno accettare di far dipendere l’ammontare del proprio stipendio ai risultati ottenuti dall’azienda per la quale lavorano.

Il dibattito, se così si può dire, tra l’imprenditore e i suoi dipendenti va avanti da qualche tempo ed è stato alimentato anche da un botta e risposta epistolare – le lettere sono state pubblicate su Il Gazzettino – tra l’imprenditore e uno dei suoi tecnici, con ciascuno che cercava di spiegare all’altro le ragioni per cui aderire o, a seconda dei punti di vista, non aderire alla richiesta di rinunciare temporaneamente al sistema contrattuale nazionale per legare lo stipendio ai risultati dell’azienda, introducendo un sistema basato su verifiche trimestrali. Piccinin sostiene che, a fronte di un fatturato crollato del 50% e della totale assenza di qualsiasi forma di sostegno, questo è l’unico modo per evitare che l’azienda, che dopo un periodo travagliato è tornata in equilibrio, torni a navigare in cattive acque e rischi la chiusura.

L’idea di introdurre una dinamica proporzionale tra retribuzioni e risultati aziendali era stata affacciata anche durante la trattativa per gli stabilimenti friulani di Electrolux, ma era stata abortita quasi subito anche grazie all’intervento di enti governativi che, a quanto è dato sapere, in questo caso non si sono ancora attivati.

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