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Lavoro

Da manager a leader: così Milano attira i talenti

Secondo l’Economic Graph di LinkedIn, la città è lo snodo centrale nella migrazione delle menti più brillanti non solo per il mercato italiano, ma anche per il panorama europeo. Per tenerle nel capoluogo, servono manager che diventino sempre più leader ispirazionali

Lavoro, Milano è l’hub dei talenti italiani. A confermalo è la seconda edizione del Milan Economic Graph di LinkedIn che ha scattato una fotografia dell’andamento della domanda e dell’offerta di profili aziendali e professionali. Negli ultimi 12 mesi, in tutta l’area metropolitana di Milano, sono arrivata 45 mila nuove assunzioni con il settore dei servizi professionali e di quello tecnologico che pesano per un terzo.

Lavoro, Milano è ancora la capitale

Lavoro, Milano è l’hub dei talenti italiani anche per quello che riguarda le e offerte di lavoro. Le stesse due categorie occupano i primi due posti, davanti al comparto «retail & consumer products» e al mondo dei servizi finanziari e assicurativi. In particolare, Milano è lo snodo centrale nella migrazione di talenti non solo per il mercato italiano (Roma, Perugia, Napoli e Bari le principali città di provenienza), ma anche per il panorama europeo, verso la Svizzera, l’Inghilterra, la Spagna, la Germania e l’Olanda.

«L’accelerazione imposta dal digitale ha dato un evidente impulso alle professionalità legate alle nuove tecnologie, dai data scientist agli sviluppatori di interfacce. Basti pensare che sui circa 950mila figure presenti su LinkedIn nell’area di Milano, il 30% appartiene alla sfera digitale», ha spiegato il numero 1 italiano di LinkedIn, Marcello Albergoni, al Sole24ore.com. La crescita di domanda di profili utili per la trasformazione tecnologica delle imprese, dei loro processi operativi e organizzativi, dei loro modelli di business, è quindi una tendenza consolidata. E lo skill gap di competenze sbandierato da più parti?

Da manager a leader per trattenere i talenti

Ma come si fa a trattenere i talenti evitando che Milano sia solo un hub di passaggio per queste professionalità. Dipende dal top management delle aziende: «Sono i leader ad ispirare collaboratori e colleghi trasmettendo loro entusiasmo e passione, ad esprimere i valori della cultura aziendale attraverso virtù quali trasparenza, chiarezza e capacità di risposta», spiega Albergoni. «In presenza di una cattiva leadership, il talento è portato ad abbandonare l’azienda e se si opera sui social occorre farlo in modo adeguato e con contenuti di qualità».

Insomma, i manager devono diventare sempre più leader ispirazionali cercando il modo migliore presentarsi, comunicare e definire un’identità anche sui canali digitali. E questo è una garanzia di futuro anche per le figure di maggiore esperienza che, grazie alla formazione, possono rivedere le loro competenze, aggiornarle e cambiare pelle, ma portandosi dietro il loro vissuto.