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Lavoro

Liberarsi di un manager? Non basta sciogliere il cda

E’ quanto stabilito dal tribunale di Monza che ha dato ragione a un amministratore delegato, allontanato dalla propria azienda con il trucco dello scioglimento del consiglio d’amministrazione

Liberarsi di un manager scomodo? Da oggi è più difficile. Non basta, infatti, far cadere il consiglio d’amministrazione per allontanare il proprio amministratore delegato. E’ quanto ha stabilito lo scorso luglio in una sentenza il tribunale di Monza che ha dato ragione a un top manager, allontanato da un’azienda senza giusta causa. Il caso viene presentato dal Corriere della Sera. Un presidente e amministratore delegato entra in conflitto con una parte degli azionisti che decidono di aumentare le quote in azienda fino a diventare soci di controllo per ‘liberarsi’ del manager senza costi. La parte del board ostile al top manager invita quindi la maggioranza del cda a dimettersi facendo decadere l’ intero consiglio che comprende anche il presidente e amministratore delegato. A questo punto, però, il manager decide di dare battaglia e si affida agli avvocati accusando il cda di revoca dalle cariche senza giusta causa, per effetto dell’ uso distorto della clausola statutaria “simul stabunt simul cadent” (con le dimissioni di alcuni amministratori, cade l’intero consiglio). Il tribunale di Monza dà ragione al top manager che non ottiene nuovamente la carica, ma un risarcimento danni pari al compenso (e ai benefit) che sarebbero stati incassati fino allo scadere naturale dei tre anni. La corte ha spiegato che, sulla scia di una sentenza della Cassazione, le motivazioni della giusta causa devono essere stabilite nell’assemblea che dispone la revoca, e non integrate successivamente in tribunale. In pratica l’assenza di una giusta causa nella giusta sede comporta il risarcimento a carico della società nei confronti del manager.