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Leadership

Roberto Pietrantonio: Alla ricerca di un circolo virtuoso

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Questa intervista a Roberto Pietrantonio, Managing Director Mazda Motor Italia, è parte di Manager: è più importante la passione o la competenza?


Per mia natura cerco di portarmi qualcosa di buono da tutti gli stimoli che ricevo, in questo caso mi sembra che sia dalla saggezza di Confucio che dalla razionalità di Newport si possano trarre spunti e ispirazioni interessanti, dove l’uno non è necessariamente in contrapposizione con l’altro. Ad esempio, perché non amare il costruire su sé stessi, il diventar bravi per accontentare entrambi?

Non conoscevo la teoria di Newport, ma vi ho trovato molti aspetti che hanno contraddistinto la mia esperienza professionale. Innanzitutto, ciò che mi ha sempre motivato sul lavoro è stato il cercare di far bene – di far funzionare le attività che mi venivano affidate cercando di incidere anche oltre il “mio perimetro” – e questo mi ha portato ad approfondire, a cercare di acquisire competenze e generalmente, come conseguenza diretta, ad appassionarmi al mio lavoro.

Dunque, ho sperimentato un circolo virtuoso, perché se diventi “bravo e motivato”, questo crea un ambiente positivo attorno a te, in cui stai bene e del quale puoi proattivamente contribuire al miglioramento, e di conseguenza stai ancor meglio ed è più facile appassionarti a ciò che fai e aver voglia di diventare sempre più efficace. Per quello che ho visto, quando diventi davvero bravo in questo modo è molto difficile per le aziende ignorarti e quindi, generalmente, ne consegue una crescita professionale.

Avendo avuto la fortuna di operare in diversi ambiti del mondo dell’auto (progettazione, produzione, vendite, marketing…) ho potuto constatare che questo approccio porta più o meno sempre gli stessi risultati, quasi a prescindere da modalità operative e clima aziendale. Ho detto “quasi” perché in una di queste mie esperienze, laddove clima aziendale e ambiente lavorativo erano estremamente complicati, ho fatto moltissima fatica ad attivare certe dinamiche. E, dunque, è fondamentale il compito dei manager che, con il loro stile di leadership, devono lavorare per creare il giusto contesto in cui le persone possano più facilmente seguire questo circolo virtuoso.

Dopodiché bisogna anche tenere conto di quello che è il Dna di un’azienda, perché un ostacolo alla crescita professionale, in certi casi, può essere, a fronte di ottime competenze, la mancata condivisione dei valori chiave di un’organizzazione. I valori di Mazda, dove ormai lavoro da vent’anni, portano a una grande attenzione per le persone e questo semplifica il mio ruolo, nel quale dedico tantissimo spazio al clima aziendale e alla cultura della leadership diffusa. E oggi in Italia siamo premiati con i risultati straordinari del Global Employees Survey, che ci vedono ai vertici assoluti nel mondo Mazda, motivo di grandissimo orgoglio personale e professionale.

Per concludere ho voluto testare l’AI chiedendole di produrre un aforisma che coniugasse il pensiero di Confucio e quello Newport. Il risultato lo condivido pienamente: «Cerchia la tua passione con il filo dell’abilità, costruendo un ponte tra l’amore per ciò che fai e l’eccellenza nel farlo. Trova gioia nella competenza, e il tuo lavoro sarà una vocazione che illumina ogni giorno, unendo la saggezza di Confucio con la prudenza di Newport».