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Lavoro

I manager puntano ai benefit: auto e smart working le scelte più apprezzate

Secondo la Salary guide Hays, il pacchetti benefit è una forte leva attrattiva per i dirigenti di oggi

manager benefit Credits: ShutterShock

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e con esso anche alcune caratteristiche che riguardano ruoli specifici, come i manager. Hays, azienda specializzata nella ricerca e selezione di middle e top manager, ha condotto una ricerca volta a scoprire quali sono i benefit più apprezzati dai dirigenti e quanto incidano sullo stipendio lordo.

La Salary guide di Hays ha sondato 1.348 manager e oltre 828 aziende, determinando che il pacchetto del compenso è sempre più articolato e arriva ad incidere fino al 15-20% dello stipendio. Il dinamismo è molto forte, ha raccontato il managing director di Hays Carlos Manuel Soave al Sole 24 Ore, e di conseguenza anche i benefit devono costituire una forte attrattiva: “Nel 2023 due lavoratori su dieci hanno cambiato azienda e in alcuni ambiti legati soprattutto all’it, all’ingegneria e al life science c’è un evidente disallineamento tra domanda e offerta. In un mercato così, attirare e trattenere i talenti significa avere politiche di gestione delle risorse umane molto strutturate, che considerino le persone come fulcro dello sviluppo dell’organizzazione”.

Nelle proposte di assunzione di un middle manager rientrano già quindi computer, telefono, buoni pasto, ma anche assicurazione sanitaria o copertura medica privata. Tra i benefit più apprezzati, c’è soprattutto il lavoro flessibile oggi, preferito dal 51% dei manager. Sopra c’è solo l’auto aziendale, con il 56% di preferenze.

La ricerca riportata dal Sole 24 Ore specifica inoltre quali sono i nuovi manager di oggi: “Ogni azienda dà una definizione che è la sua, in un mercato che non è più così nettamente segmentato. In altre parole siamo un po’ tutti manager e non è il job title che definisce chi ha il contratto da dirigente o da quadro” ha dichiarato Carlos Manuel Soave. Rispetto al passato, “oggi il percorso è più accessibile, semplice e veloce, anche per un middle manager. Resta però il fatto che la dirigenza non viene erogata a tutti facilmente. Quello che è dirimente, più che il job title, è l’anzianità di servizio, la responsabilità, il numero di persone, il budget e il fatturato gestiti, oltre ai risultati”.

Il Salary guida Hays ha toccato anche il tema della crescita delle retribuzioni: in Italia nel 2023 la Ral media per figure di middle e top manager è stata di 54mila euro, +2% rispetto al 2022. Si va cioè dai 34mila euro di junior e specialist con 2-3 anni di esperienza e ai 49mila euro di senior specialist e coordinator, fino ai 68mila euro dei manager con esperienza minima di 5 anni e ai 75mila euro dei director con 8-10 di “servizio”; più sopra ancora ci sono i c-level con 94.500 euro annui. Troppo poco, per il 43% del campione, che si dice insoddisfatto della propria situazione economica, mentre il 55% sostiene che il proprio stipendio non sia adeguato alle responsabilità.

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Questi insoddisfatti, si dicono pronti a cambiare società mantenendo lo stesso ruolo e settore. A pesare nella scelta è la crescita professionale per il 51%, il work life balance per il 49% e quindi il pacchetto benefit per il 47%. “Quando si parla di benefit il passaggio da un settore all’altro non è sempre semplice – sottolinea Soave – Chi lavora nel commercio tenderà ad avere l’auto aziendale di default o il rimborso trasferte, che magari non ha chi lavora in ambito contabile e amministrativo dove per il datore di lavoro l’auto può non essere fondamentale. Nel settore bancario è abbastanza facile che middle e top manager abbiano un mutuo a tasso agevolato, un benefit che passando a un altro settore difficilmente potrebbero mantenere, così come nell’assicurativo è frequente avere assicurazioni agevolate di molti tipi”.