Ferie e cellulare: il 90% degli italiani «disturbati» anche in vacanza

Il 60% dei contatti sono totalmente inutili. Tra le richieste più frequenti password dimenticate, documenti smarriti, ma anche come si accende il condizionatore. E persino come si cambia una lampadina

Le vacanze sono ormai agli sgoccioli, molti italiani sono già tornati al lavoro e persino il premier Matteo Renzi s’è lanciato nell’hashtag #ciaovacanze. Ma i nostri concittadini sono riusciti a “staccare” davvero?

No, almeno secondo lastminute.com che ha intervistato 6.500 vacanzieri sul loro rapporto con lo smartphone in riva al mare: nove italiani su dieci (87%) hanno ricevuto telefonate di lavoro in vacanza.

Quello che fa più rabbia è che in almeno il 60% dei casi si è trattato di comunicazioni totalmente inutili: chiedere dove si trova un documento (27%), condividere un’aggiornamento su un progetto (21%), una password dimenticata (17%). Addirittura come si accende o spegne l’aria condizionata. Ma tra le telefonate più assurde ci sono: quando vanno bagnate le piante in ufficio o persino come si cambia una lampadina.

La domanda più odiata invece ha colpito il 14% dei bagnanti: «Puoi tornare prima dalle vacanze?».

MANAGER ITALIANI AL LAVORO (ANCHE) IN VACANZA

Meglio non rispondere? No, è quasi impossibile. Il 52% degli intervistati ha ammesso di sentirsi responsabile anche quando è via, mentre un fortunato 11% lo ha fatto perché innamorato del proprio mestiere e felice di essere disponibile anche in vacanza. Un più onesto 9% ha dichiarato di aver ceduto solo perché non sapeva chi stesse chiamando.

E poi ignorare lo squillo non basta più. I disturbatori hanno tanti mezzi a disposizione: sms (41%), mail (39%), WhatsApp (26%), Skype (8%) e persino la chat di Facebook (7%).

Il problema non riguarda solo gli italiani, appena mille tra i 6.500 intervistati (duemila inglesi, mille francesi, mille tedeschi, mille spagnoli e 500 irlandesi). Ben distanziati dall’87% di Italia e Spagna, si piazzano i sudditi di sua Maestà e i cugini d’Oltralpe che “solo” nel 67% dei casi sono stati contattati per motivi di lavoro durante le ferie. I migliori in quanto a capacità di staccare la spina sono invece i concittadini di Angela Merkel: solo il 62% dei tedeschi ha dichiarato di essere stato disturbato mentre si trovava beatamente in vacanza.

INCUBO MAIL IN VACANZA: LA SOLUZIONE ARRIVA DALLA GERMANIA

I dati degli altri Paesi europei mostrano una sempre maggiore attenzione al tema e proprio Francia e Germania si sono mostrate sensibili al problema della pervasività lavorativa anche fuori dall’orario di lavoro, come dimostrano alcune notizie che hanno ricevuto un’ampia eco internazionale. Un accordo sindacale raggiunto in Francia concede ad esempio al personale informatico delle società il diritto di scollegarsi e non ricevere chiamate o messaggi di lavoro dopo la fine del proprio turno.

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