Cybersecurity: 3,5 milioni di posizioni non coperte entro il 2021

Aumentano le minacce e diminuiscono gli esperti, una grande opportunità di carriera, ma anche un’importante sfida per le aziende.

Vulnerabilità, malware, esposizione dei dati, GDPR e molto altro ancora, il mondo della sicurezza informatica è un elemento fondamentale per ogni ambito lavorativo, ma non sempre si trovano le competenze necessarie. Si stima infatti che il “cybercrimine” porterà a triplicare il numero di posizioni aperte nei prossimi cinque anni. Una grande sfida per le aziende, che a livello globale, lamentano una carenza di personale qualificato.

Grande opportunità quindi per chi è in cerca di lavoro, anche perché la cybersecurity abbraccia ogni tipo di settore: se in testa troviamo i servizi professionali (37%), non mancano le richieste nel mondo della finanza (13%), della difesa (12%), ma anche della sanità (6%). «In questo scenario di continuo e rapido sviluppo, le aziende sono poste di fronte a una duplice sfida: non solo devono sapersi rivolgere in modo attrattivo a questi specialisti, ma soprattutto evitare il cosiddetto “turnover”, molto rapido in questo campo» – commenta Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia, società internazionale di Gi Group, che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali.

Il settore della sicurezza informatica si contraddistingue per la rapidità con cui evolve in tempi molto brevi. Ne è una prova la recente introduzione della nuova regolamentazione in materia di privacy in Europa, la cosiddetta GDPR 2018. L’obbligo da parte delle aziende di adeguarsi a questa nuova normativa ha portato a prendere in seria considerazione l’inserimento in organico di personale specializzato, spesso incrementando le risorse già dedicate.

Sono diversi gli studi e i profili che affollano questo settore: ingegneri, architetti delle informazioni, laureati in economia, giurisprudenza, criminologia o scienze politiche. Professionisti che si sono avvicinati a quest’ambito in un secondo momento, spesso per passione, e che hanno saputo accumulare esperienze dirette restando aggiornati con corsi di perfezionamento e certificazioni.

«Fondamentale per avvicinare nuovi talenti è saper gestire al meglio la prima fase di ricerca e selezione», – continua Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia. «Basti pensare che l’87% degli esperti di cybersecurity, nel mondo, non ha iniziato la propria carriera in questo settore. Essere troppo rigidi nella scelta iniziale rischierebbe di far scartare a priori talenti che presentano una formazione alternativa a un percorso più tradizionale, ma non per questo meno valida».

Per attrarre queste figure diventa quindi fondamentale non solo la flessibilità iniziale nella selezione dei candidati, ma anche offrire occasioni di crescita all’interno dell’azienda e costruire una cultura della sicurezza informatica a tutti i livelli, riconoscendo il valore dello specialista.

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