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Lavoro

Arriva l’Ape social per soggetti disagiati e lavoratori a rischio

Sul tavolo i provvedimenti relativi al piano pensioni: si tratta su lavoratori precoci e interventi di solidarietà

Sembra che il piano pensioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti penserà anche ai lavoratori precoci. La convocazione del tavolo sindacale per discutere il piano è stata rimandata di 24 ore; tale decisione permetterà ai tecnici di apportare ulteriori miglioramenti alle misure, e di prevedere cosa succederà se i due miliardi di euro di investimento ipotizzati dovessero scendere a 1,5/1,7. Solo un aspetto è certo: la riforma sarà pensata in uno spirito di equità, e al centro verrà messa la necessità di intervenire in situazioni di emergenza a livello sociale.

LAVORATORI PRECOCI. I lavoratori che hanno cominciato a versare contributi già da minorenni (a partire dai 16 anni) potrebbero dunque guadagnare un bonus che consenta loro di raggiungere il traguardo dei 41 anni di anzianità utili per il ritiro anticipato. Tale incentivo costerà ai contribuenti circa 600 milioni di euro; sarebbe possibile introdurre il bonus-ponte solo se la manovra destinerà alla previdenza fondi inferiori a un miliardo e mezzo. Sembrano confermate, invece, le misure in favore di quei pensionati che vivono con un piccolo assegno: in particolare, si tratta dell’estensione della 14esima a circa 1,2 milioni di pensionati su tre fasce di reddito, che riceveranno dai 750 ai 1.000 euro in più. L’investimento richiederà circa 700 milioni di euro, che per il 30% saranno stanziati in favore dei già pensionati, mentre per il 70% andrà in beneficio di chi si è appena ritirato dal lavoro. Oltre a questa prima misura, è previsto uno stanziamento di 260 milioni di euro per estendere la “no tax area”, alzando il tetto a tutti i pensionati fino a 8.124 euro annui.

APE SOCIAL. L’Ape social, che prevede una certa flessibilità nell’entrata in pensione dei soggetti over 61 anni disoccupati e privi di ammortizzatori sociali, o gravati da importanti carichi familiari, verrà arricchita: l’anticipo con finanziamento bancario assicurato e rimborso gratuito fino a 1.500 euro di pensione verrà riconosciuto anche ai lavoratori impiegati con mansioni a rischio (per esempio chi è impiegato in edilizia, i macchinisti e i marinai); l’investimento richiederà una cifra pari a 500-600 milioni di euro. Il pensionamento anticipato volontario, invece, sarà oneroso per chi lo richiederà; l’Ape aziendale per la ristrutturazione aziendale o in caso di crisi sarà invece parzialmente a carico dei datori di lavoro. Intanto, i tecnici del Governo stanno lavorando per stabilire quale sarà il flusso gestionale dell’Ape; in particolare, si stanno stabilendo le procedure per la certificazione dei requisiti dei richiedenti, oltre alla messa al vaglio dei rapporti con le banche che finanzieranno tali misure.