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Stellantis si fonde con Renault? John Elkann interviene sulle voci

Il presidente della holding internazionale John Elkann che riunisce Fiat Chrysler Automobiles e PSA ha commentato le voci di una possibile fusione con il marchio francese

architecture-alternativo Credits: Shuttershock

Dalla Francia sono rimbalzate nelle ultime ore voci su una possibile fusione tra il gruppo Stellantis e Renault: l’a.d. Carlos Tavares avrebbe intenzione di portare avanti il grande colpo prima della scadenza del suo mandato e il matrimonio in questione avrebbe la benedizione anche del governo Macron. L’indiscrezione è stata ora commentata dal presidente John Elkann.

Il numero uno della holding che raggruppa Fiat Chrysler Automobiles e PSA con i suoi marchi Peugeot, Citroën, Opel e altri, ha smentito categoricamente ad Ansa che sia incorso una fusione tra le due realtà: “Non esiste alcun piano allo studio riguardante operazioni di fusione di Stellantis con altri costruttori – ha dichiarato – La società è concentrata sull’esecuzione del piano strategico Dare forward e nella puntuale realizzazione dei progetti annunciati per rafforzare l’attività in ogni mercato dove è presente, inclusa l’Italia“.

Da Renault si rifiutano di commentare voci e indiscrezioni, riferisce Ansa, ma bollano le stesse come speculazioni. Stellantis, ha aggiunto, è inoltre impegnata al tavolo automotive promosso dal Mimit per raggiungere importanti obiettivi comuni nel campo della transizione energetica. Un tavolo attorno al quale non troverà tuttavia volti particolarmente amichevoli, considerando le ultime dichiarazioni del Ministro Matteo Salvini sul colosso con sede nei Paesi Bassi.

Quando gli è stato chiesto di un possibile ingresso dello Stato in Stellantis, il leader della Lega ha punzecchiato: “Con tutto quello che agli italiani è costata l’ex Fiat, l’attuale Stellantis è l’ultima che può imporre, disporre o minacciare”. E ancora: “Lo Stato ci è già entrato 18 volte con i soldi dei cittadini […] Io sono per il privato, che faccia il privato ma è troppo comodo fare il privato come lo hanno fatto questi signori che poi hanno trasferito all’estero sedi e stabilimenti“.

Anche Giorgia Meloni è stata molto critica nel commentare le recenti parole di Carlos Tavares a proposito di incentivi statali sull’auto elettrica che servirebbero a salvare gli impianti italiani da tempo a rischio – Stellantis in tal senso ha comunicato ai sindacati che a marzo partirà un mese di cassa integrazione per lo stabilimento di Mirafiori. “Ho letto delle dichiarazioni di Tavares sugli incentivi ma non ho trovato l’intervista – ha detto la premier – Mi sarebbe sembrato curioso, gli incentivi non possono essere rivolti solo a una azienda e noi abbiamo messo 1 miliardo sugli ecoincentivi. Per questo quello che ho letto mi è sembrato bizzarro”.

Ha poi aggiunto, toccando il nervo scoperto della delocalizzazione: “Se si ritiene che produrre in altre nazioni dove c’è un costo di produzione inferiore sia meglio non posso dire, niente però non mi si dica che l’auto che viene prodotta è italiana e non la si venda come italiana“.