Serie Tv, ecco il meglio dei telefilm internazionali

Detective e criminali nel doppio ruolo di prede e cacciatori, cameriere disperate, “vecchie glorie” in gran rispolvero. E ancora, attesi ritorni e cult vicini alla conclusione. Un riepilogo da non perdere

Serial killer “ricercati”, gran­di saghe familiari, vicini parti­colari, ma anche il ritorno dei mitici detective e un po’ di so­prannaturale: la nuova stagio­ne televisiva non poteva farsi mancare, tra una fiction, una partita, molti talk e qualche film, il meglio dei telefilm ame­ricani, vero must per ogni canale e per il pubblico più affezionato. Telefilm che approdano sui nostri schermi a distanza sempre più ravvicinata con la messa in onda Usa, permettendo di godersi quasi in contemporanea le ultime novità, ma anche di rischiare di affezionarsi a titoli che, purtroppo o per fortuna, non dure­ranno più di una stagione. Un plus con­cesso soprattutto al pubblico della Tv a pagamento, ma con qualche chicca an­che per quella in chiaro. Le serie drama, ad alto tasso thrilling, sono tra gli esordi più interessanti, con omicidi sempre più efferati da un lato e un maggiore accen­to sulla dimensione psicologica dei per­sonaggi dall’altra. Ecco allora gli appun­tamenti da non perdere.

POKER D’ANTEPRIME. Con una ventina di primissime visio­ni, sono almeno quattro i titoli assolu­tamente imperdibili, di cui due a dispo­sizione sulle Tv in chiaro. Uno di que­sti è Hannibal, su Italia 1. Protagonista, uno dei personaggi più iconici del cine­ma e della narrativa, lo psichiatra can­nibale Hannibal Lecter, qui interpreta­to dal danese Mads Mikkelsen (Le Chif­fre in Casino Royale). Il telefilm si con­figura come una sorta di prequel nel prequel, partendo dai fatti precedenti a Red Dragon (in Italia, Il delitto della terza luna), a sua volta antefatto de Il silenzio degli innocenti. Tema centrale, infatti, è il rapporto tra Lecter e il profiler David Graham, capace di entrare nella mente dei serial killer e interpretato dall’inglese Hugh Dancy (il marito di Claire Danes, la Carrie Matheson di Homeland, visto in Hysteria). Di tutt’altro argomento la prima visione assoluta di Raitre, The Newsroom, serie Hbo creata da Aaron Sorkin (The West Wing) ambientata nella redazione di un canale all news. Un progetto che negli Usa ha suscitato reazioni contrastanti, ma che è stato comunque confermato per una seconda stagione dopo aver ricevuto diverse nomination ai Golden Globes (miglior serie drama e miglior attore protagonista, Jeff Daniels) e agli Emmy. Sulla pay Tv, in particolare su FoxCrime, due sono gli appuntamenti da non mancare, insieme all’ottava e ultima stagione di Dexter: The Blacklist e Low Winter Sun, entrambi in onda quasi in contemporanea con gli States (a fine settembre il primo, da metà agosto il secondo). Come in Hannibal , anche The Blacklist punta sul rapporto “speciale” tra criminali e forze dell’ordine: l’uomo più ricercato dall’Fbi (interpretato da James Spader, protagonista di Stargate e, in Tv, di Boston Legal) improvvisa si costituisce offrendosi di aiutarli a catturare terroristi e criminali inseriti in una sua speciale lista nera, a patto di interagire solo con una giovane profiler. Più psicologico, invece, Low Winter Sun, anch’esso in onda su FoxCrime: protagonista, un detective di Detroit (Mark Strong, La Talpa e Sherlock Holmes) che dopo l’omicidio di un poliziotto deve confrontarsi con il sottobosco criminale della città. Low Winter Sun è l’adattamento di un’omonima miniserie inglese, interpretata anch’essa da Mark Strong e si inserisce in quella tradizione, ormai consolidata, che vede i grandi network americani adattare serie di successo di altri Paesi, come già accaduto con i nordeuropei The Killing (in arrivo la terza stagione) e The Bridge (entrambe su FoxCrime).

COPIE “ORIGINALI”. Da non perdere, poi, il ritorno di un detective televisivo entrato nella sto­ria, Ironside. Il poliziotto sulla sedia a rotelle, interpretato da Raymond Burr dal 1967 al 1975, è infatti oggetto di uno dei più attesi remake della stagio­ne, in onda in autunno su Mediaset Premium. In questa versione più ac­tion, Ironside cambia decisamente vol­to con l’attore afroamericano Blair Underwood (In Treatment, DirtySexyMo­ney). Per chi preferisce i toni più paca­ti, indagini più “rilassate” nel solco di Miss Marple o Poirot, può sempre sin­tonizzarsi su Diva Universal, che ospiterà le nuove indagini di padre Brown (Father Brown), il prete/detective crea­to da G. K. Chesterton e conosciuto anche al pubblico italiano meno gio­vane grazie agli sceneggiati Rai de­gli anni 70, I racconti di padre Brown, interpretati da Renato Rascel. A fron­te di un ricco menù a base di detec­tive, c’è spazio anche per altri gene­ri: per esempio, i nostalgici di Despe­rate Housewives (tutte le stagioni sono in onda su Mya) possono provare ad affezionarsi a Devious Maids, su Fo­xLife. Due le garanzie per questo adat­tamento di una telenovela messicana: la serie è stata creata da Marc Cherry, la mente dietro le casalinghe disperate e vede tra i produttori esecutivi una di loro, Eva Longoria. L’azione si spo­sta da Wisteria Lane alle ricche ville di Beverly Hills dove si consumano intri­ghi e gelosie sotto gli occhi di un grup­po di cameriere messicane (come in Desperate, anche qui tutto inizia con una morte violenta, questa volta l’omi­cidio di una cameriera). Niente de­litti ma salvataggi spettacolari con i pompieri e i paramedici di Chicago Fire (Premium Action); da segnalare, tra i protagonisti, Jesse Spencer, il dot­tor Chase di Dr House. Stanchi di sto­rie ad alto tasso di adrenalina? Meglio puntare allora sulla “guerra dei mondi” di The Neighbours, su Fox da questo mese, sit com in cui la classica famiglia americana si ritrova a vivere con vicini particolari, degli alieni. A questo pro­posito, non poteva mancare il sovran­naturale e la fantascienza, anche se in forma ridotta rispetto a quanto propo­sto negli anni passati. Due le novità, in casa Mediaset Premium, The Originals, spin-off del cult adolescenziale The Vampire Diaries, e Believe, ennesima creatura di J. J. Abrams, ideata questa volta da Alfonso Cuarón (Y Tu Mamá También, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban). Il telefilm segue la fuga di una bambina dotata di poteri spe­ciali e protetta da un ex detenuto. Nel cast compare anche Kyle MacLachlan, l’agente Cooper di Twin Peaks.

FINE DEI GIOCHI? Un plus per i fan, ma anche un “ri­schio”, finendo magari con l’innamo­rarsi di serie di cui gli spettatori d’Ol­treoceano hanno decretato la fine sen­za pietà. È quello che succederà, que­st’anno, per esempio, con Golden Boy (la carriera di un giovane poliziotto, su Premium Crime), Do No Harm (una versione moderna di Dr. Jekyll e Mr. Hyde), Cult (le indagini su una miste­riosa setta) o 666 Park Avenue (un pa­lazzo “posseduto”, dal romanzo di Ga­briella Pierce), tutti su Premium Ac­tion. Per una serie bocciata, ce ne sono altrettante promosse a pieni voti pronte a tornare sullo schermo, tan­ti come veri e propri cult, o pronti a di­ventarlo. A partire dall’inglese Down­ton Abbey, con la terza stagione in prima Tv su Rete 4 (new entry, Shir­ley MacLaine) e la seconda, in versio­ne integrale, su Diva Universal. Terza stagione anche per Homeland, su Fox, e – sullo stesso canale – The Walking Dead, alla quarta. Da settembre, poi, su SkyCinema tornano le vicende del­la famiglia Borgia targata Tom Fonta­na, di cui è già stata annunciata la ter­za stagione. Un punto a favore per la produzione europea: la versione ame­ricana, che pur aveva dalla sua un in­terprete del calibro di Jeremy Irons, non è stata rinnovata. Infine, la stagio­ne 2013 decreterà il finale di partita di due telefilm capaci di unire il succes­so internazionale di pubblico e critica: Dexter dopo otto stagioni (FoxCrime) e Breaking Bad dopo cinque (Axn). L’in­segnante diventato signore della dro­ga, però, tornerà in una versione lati­noamericana dal titolo Metástasis. Che dire, buona visione.

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