Saldi estivi al via. Le imprese temono un crollo negli acquisti

Secondo le previsioni del Centro studi Confimprese, le vendite rischiano lo stagnamento. Più pessimista il 40% degli imprenditori, che teme un saldo negativo del 10%

Saldi estivi al via. Le imprese temono un crollo negli acquisti© Shutterstock

Per la prima volta, grazie all’accordo sancito nella Conferenza delle Regioni, i saldi estivi cominceranno in tutta Italia sabato 6 luglio 2024, una sorta di “data unica nazionale”. L’unica eccezione è rappresentata dal Trentino-Alto Adige, dove gli sconti partiranno solo il 19 luglio, mentre nei Comuni turistici della regione l’inizio è previsto addirittura per il 17 agosto.

Le previsioni sui saldi estivi 2024

Le maggiori catene retail, però, sono lievemente pessimiste riguardo alle previsioni. Secondo il Centro studi Confimprese. le vendite dovrebbero far registrare solo un +1% con il rischio, quindi, di uno stagnamento dei consumi. Il 40% degli imprenditori, inoltre, teme un crollo degli acquisti che potrebbe raggiungere un -10%. Lo scetticismo è anche il frutto dei primi cinque mesi del 2024, in cui la domanda è rimasta attorno al -0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il problema principale risiederebbe nel basso potere d’acquisto attuale delle famiglie, che saranno costrette a comprare solamente lo stretto necessario.

“Siamo soddisfatti che quest’anno i saldi in tutta Italia partano lo stesso giorno, tranne il Trentino-Alto Adige”, ha dichiarato Mario Resca, presidente Confimprese. “Permangono, tuttavia, molte perplessità sull’impianto normativo che regola il commercio e ribadiamo con forza la necessità di riequilibrare il mercato tra online e offline. Il mondo del commercio è profondamente cambiato e la riforma del settore è urgente. Non è pensabile richiamare e adottare decreti del 1998 o 2001 per le vendite online, quando tale canale era sconosciuto ai più. Non solo ma, a causa dell’autonomia normativa delle Regioni in materia di commercio, l’Italia applica in modo non uniforme la disciplina dei saldi: ad esempio, non si comprende per quale ragione la durata dei saldi può risultare diversa tra regioni limitrofe, creando irragionevoli disparità nelle dinamiche di vendita”.

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