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Mercato M&A: primi segnali di ripresa in Italia

Lo scorso gennaio il valore delle operazioni registrate nel nostro Paese ha superato i 950 milioni di euro contro i circa 80 del 2023. Ottimismo per la seconda parte dell’anno alla luce di una possibile riduzione del costo del denaro

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C’è ancora lavoro da fare per recuperare il terreno perso rispetto ai livelli raggiunti nel 2022 ma il mercato Mergers and Acquisitions (M&A), quello delle fusioni e acquisizioni, presenta possibili elementi di ottimismo per i prossimi mesi. Gli elementi di positività derivano soprattutto dalle attese di un eventuale e graduale allentamento della politica monetaria.

Dai dati di Dealogic, la piattaforma finanziaria britannica che raccoglie le operazioni M&A annunciate, emerge come a gennaio in Italia siano stati firmati 66 contratti, meno dei 74 registrati nel primo mese del 2023, ma in netta crescita dal punto di vista del valore con 959 milioni di euro contro i 79 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il termine di paragone principale, come detto, resta il 2022 che a gennaio aveva messo a segno 102 deal dal valore totale di 11,3 miliardi. Da allora sono poi intervenuti alcuni fattori che hanno alimentato le incertezze come i conflitti internazionali dalla guerra ucraina a quella israelo-palestinese, il rallentamento generale dell’economia e le politiche restrittive decise dalle banche centrali attraverso gli innalzamenti dei tassi di interesse.

Tutto questo ha reso più complesso l’accesso al credito e quindi più difficile trovare sul mercato le risorse necessarie per le acquisizioni. Il sesto Global M&A Report di Bain & Company, come riporta Affari & Finanza de la Repubblica, ha sottolineato che nel 2023 il valore strategico delle operazioni si è attestato a 28 miliardi di dollari, in contrazione del 12% rispetto al 2022. Inoltre, per la prima volta dal 2014, non è stata rilevata alcuna mega-operazione superiore ai 5 miliardi di dollari.

Anche a livello globale il volume delle operazioni M&A ha subito una flessione del 15% a quota 3.200 miliardi di dollari, ovvero i minimi del decennio. I settori della salute e della life science, insieme al comparto delle telecomunicazioni, però hanno realizzato ottime prestazioni con incrementi rispettivamente del 505% e del 237%.