Direttiva Copyright, ok al regolamento Agcom sul diritto d’autore

Con la delibera n. 95/24/CONS (pubblicata lo scorso 16 maggio), Agcom ha approvato il Regolamento in materia di obblighi di informazione e adeguamento contrattuale degli autori e degli artisti, interpreti o esecutori (cd. AIE), nonché di rappresentatività degli organismi di gestione collettiva. Con questo testo, l’autorità italiana ha così completato l’implementazione della Direttiva Copyright. Il testo ha […]

Direttiva Copyright, ok al regolamento Agcom sul diritto d'autore© Shutterstock

Con la delibera n. 95/24/CONS (pubblicata lo scorso 16 maggio), Agcom ha approvato il Regolamento in materia di obblighi di informazione e adeguamento contrattuale degli autori e degli artisti, interpreti o esecutori (cd. AIE), nonché di rappresentatività degli organismi di gestione collettiva. Con questo testo, l’autorità italiana ha così completato l’implementazione della Direttiva Copyright.

Il testo ha l’obiettivo di fornire “in un’ottica di sistema, elementi di certezza, mettendo a disposizione di tutti i soggetti operanti nel settore strumenti efficaci e di pratica applicazione”.  Vengono definite, inoltre, le procedure d’intervento dell’Autorità per dirimere le controversie tra autori e AIE e le loro controparti. Inoltre, viene disciplinata “l’assistenza negoziale prestata dall’Autorità nel raggiungimento di accordi di licenza per le opere sulle piattaforme di video on demand”.

Vengono definiti, inoltre, i criteri di rappresentatività degli organismi di gestione collettiva (collecting societies), così da individuare “gli organismi abilitati a rilasciare le cosiddette licenze collettive estese ai titolari di diritti ‘apolidi’, cioè non associati ad alcun organismo”. Un esercizio “in linea con le più recenti indicazioni normative”. (Le indicazioni operative per il calcolo della rappresentatività sono state inserite in uno specifico allegato tecnico). E, ancora, vengono definite “le procedure concernenti la determinazione del compenso adeguato e proporzionato (c.d. equo compenso), essenzialmente spettante ad autori e artisti, interpreti o esecutori di opere audiovisive per i successivi sfruttamenti delle opere da parte degli utilizzatori, nel caso in cui essi non trovino un accordo economico con gli organismi di gestione collettiva che rappresentano autori e artisti”.

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