L’Italia riapre le miniere in cerca di materie prime strategiche

L’Italia riapre le miniere in cerca di materie prime strategiche© Shutterstock

Il Governo italiano ha fatto in modo di abbreviare i tempi e semplificare le procedure per arrivare più in fretta alla riapertura delle miniere, mettendo a punto anche un decreto, firmato dai ministri delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso e dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

I primi due siti interessati potrebbero essere Gorno, tra le montagne bergamasche, e Silius, in Sardegna, allo scopo di ricavare zinco e fluorite. Quest’ultimo è essenziale nella produzione delle batterie elettriche. Nella località lombarda in Val Del Riso, in particolare, il giacimento è stato chiuso all’inizio degli anni 80. La riapertura dovrebbe richiedere tra i cinque e i sette anni: ci sta lavorando la società Vedra Metals, una joint venture tra la multinazionale australiana del settore Altamin e il fondo internazionale di investimento Appian Capital.

Nel frattempo, l’esecutivo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro del Fondo sovrano per “sostenere progetti specifici di estrazione e lo sviluppo di campioni nazionali nel settore”. Il decreto prevede che le autorizzazioni debbano essere concesse entro 18 mesi per l’estrazione ed entro 10 mesi per il riciclaggio o la trasformazione.

Il provvedimento dà così il via alla corsa all’approvvigionamento delle materie critiche, necessarie per rispondere alla domanda di batterie nel settore dell’auto e della mobilità in generale, e per garantire la transizione energetica in diversi settori industriali, dai superconduttori ai pannelli fotovoltaici.

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