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Il Legno-Arredo italiano segna 56,5 miliardi di fatturato (+12%)

Francia primo Paese per le esportazioni, che rappresentano il 37% delle vendite totali. La crescita della filiera, però, è caratterizzata più da un aumento dei listini che dalle vendite. Il presidente Claudio Feltrin: “Il 2023 anno di assestamento”

Legno-Arredo-Claudio-Feltrin Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo Credits: Foto di Francesco Rucci

Cresce il fatturato alla produzione della filiera legno-arredo in Italia. In base ai dati consultivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo e presentati alla vigilia del Salone del Mobile di Milano, nel 2022 il settore ha chiuso con livelli occupazionali in aumento e un fatturato di 56,5 miliardi di euro, in aumento del 12,6% rispetto ai 50,2 miliardi del 2021. La crescita, tuttavia, è dovuta perlopiù a un aumento dei costi e, quindi, dei listini. Nell’arredo, ad esempio, la produzione è salita solo dello 0,8% contro il 12% del fatturato.

Legno-Arredo: i numeri dell’export italiano

Il +12,6% è la sintesi di un +12,2% delle vendite in Italia (35,6 miliardi di euro) e di un +13,3% delle esportazioni (21 miliardi di euro) che rappresentano il 37% delle vendite totali. L’export della filiera è stato trainato soprattutto dagli Stati Uniti, (+25,7%) che con 2,3 miliardi di euro sono diventati la seconda destinazione davanti alla Germania (+9,7%) e dopo la Francia (+9,5%), che si conferma primo mercato di sbocco con vendite pari a 3,3 miliardi di euro.

La Cina si conferma la settima destinazione caratterizzata negli scorsi anni da un particolare dinamismo con variazioni percentuali di crescita molto più marcate degli altri Paesi, mentre nel 2022, a causa della gestione della pandemia decisa dal Governo cinese e delle chiusure conseguenti, è tra i primi 10 mercati quello con la crescita più bassa (+1,1%).

Il 2023 anno di assestamento per la filiera

“I risultati dei consuntivi 2022 fotografano un settore in salute, premiato per la qualità e l’unicità dei suoi prodotti, ma che ha dovuto fare i conti con un contesto in continua evoluzione: il Covid prima, la guerra poi e adesso la crisi del sistema bancario che ci auguriamo sia soltanto un falso allarme, destinato quanto prima a rientrare“, ha commentato Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. “Guardiamo al 2023 come all’anno dell’assestamento in cui dovremo dimenticarci gli incrementi a doppia cifra del biennio precedente e potrebbe essere realistico pensare a una chiusura d’anno per l’arredo a +5%, trainato soprattutto dall’export. Il mercato interno potrebbe risentire della politica di stop and go sui bonus edilizi, anche se non parlerei di vera e propria frenata dell’edilizia e del suo indotto che avremo invece a partire dal 2024. A fine anno per il legno si potrebbe registrare addirittura una flessione del 3,2%, a seguito della progressiva riduzione del costo dell’energia e della materia prima legnosa e di altre materie, come le colle a base ureica, indispensabili per realizzare ad esempio i pannelli”.