La Marzotto passa ad Antonio Favrin

Il passaggio storico dell’azienda è stato definito all’asta

Marzotto

Sono bastati 10 mila euro in più ad Antonio Favrin per ottenere il controllo de La Marzotto e sancire il passaggio epocale dell’azienda, dopo 190 anni di storia, dall’omonima famiglia di imprenditori di Valdagno al manager 86enne. Il passaggio di proprietà, avvenuto tramite asta, arriva all’indomani del miglior bilancio presentato negli ultimi vent’anni: nel 2023 i ricavi si sono attestati a circa 400 milioni, con un margine operativo lordo di 50 milioni.

Nata come Lanificio di Valdagno nel 1836, l’azienda aveva sempre avuto un esponente della proprietà originaria nella società, almeno fino alla scomparsa dell’amministratore delegato e socio di maggioranza Andrea Donà dalle Rose, avvenuta nel settembre del 2022.

Le ipotesi prima dell’asta sembravano dare per favorita la posizione degli eredi di Donà dalle Rose con l’appoggio di banche d’investimento. Lo scorso giovedì, invece, nello studio notarile Marchetti di Milano sono state aperte le buste contenenti le offerte per Trenora, la holding di riferimento de La Marzotto spa. La finanziaria di Favrin e figli, già azionista al 40% di Trenora, si è aggiudicata l’asta superando i poco la valutazione di 32 milioni di euro. Favrin si assicura così l’80% del pacchetto e il pieno controllo della società, che a sua volta detiene a maggioranza di Wizard, azionista al 100% della Marzotto. Vittorio Marzotto ha il 20% della società, ma entro un mese può esercitare l’opzione di vendita a favore della Faber Five di Favrin per 16 milioni di euro.

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