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In Italia la tv è sempre più ibrida

Secondo il Rapporto Idate “World Television Market” lo sviluppo futuro si giocherà sempre più sulla combinazione tra la tv tradizionale su reti broadcast e i servizi video su Internet

La tv del futuro? Sarà sempre di più un ibrido. È quanto emerge dal Rapporto Idate “World Television Market”, che – avendo analizzato 40 Paesi e 5 aree geografiche – è arrivato a concludere che: la tv ibrida, ovvero quella che combina la tv tradizionale su reti broadcast (terrestre e satellitare) e i servizi video Ott (Over the Top, che copre cioè il mercato dei contenuti video distribuiti via Internet), sarà la variabile chiave dello sviluppo futuro del media televisivo, mentre la tv terrestre continuerà a contrarsi fino a diventare la terza piattaforma per la ricezione del segnale televisivo nel 2016 (25% di quota di mercato mondiale). In Italia la tv ibrida entrerà nel 30% delle case (dotate di tv) nel periodo 2010-2015. Una percentuale maggiore rispetto a Spagna (24%), Francia (18%), Regno Unito (12%), Usa (14%) e Germania (13%). Secondo Idate, la tv digitale raggiungerà il 78% di tasso di penetrazione nel 2016 a livello mondiale. Nello stesso periodo, le entrate della pay tv cresceranno del 12,1%, i ricavi pubblicitari del 21,2% e i fondi pubblici stanziati per la tv del 7%.Il numero di abitazioni dotate di televisione arriverà a circa 1.500 miliardi nel 2016 a livello mondiale (+9,4% in cinque anni). Il cavo resterà la principale modalità di accesso alla tv, ma lascerà spazio, gradualmente, al satellite e all’IpTv, che rappresenteranno, rispettivamente, il 30,8% e il 7,3% delle abitazioni, sempre entro la fine del 2016.