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Frequenza 4G, l’asta record si tinge di giallo

Già superati i 3,36 miliardi di euro. Nel mirino degli operatori due blocchi di banda ricevuti senza esborsi da 3 Italia

Prosegue senza sosta l’asta per l’assegnazione delle frequenze 4G, ovvero quelle utili all’implementazione dei servizi evolutivi per la connettività mobile. Ieri si è consumata la tredicesima giornata d’asta. Sono stati effettuati 15 rilanci nel corso di 24 tornate, incrementando le offerte di 27,34 milioni di euro rispetto alla giornata precedente (1.061.932.329 euro circa rispetto alle offerte iniziali). Adesso il totale delle offerte dei quattro operatori in gara – Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G – è pari a 3.365.039.494 euro.

Una cifra addirittura superore a quella ipotizzata dal Governo prima che l’asta iniziasse. Eppure, c’è qualcosa che turba la quiete della gara. Secondo MF Milano Finanza la «condotta aggressiva di 3 Italia starebbe creando tensioni tra gli altri operatori». Non solo, ma addirittura i suoi continui rialzi avrebbero spinto un operatore a scrivere al ministero dello Sviluppo Economico, tirando in ballo due blocchi di frequenze già attribuiti a 3 Italia. Questi due blocchi, «comparsi» nel bilancio di 3 Italia «senza esborsi» non avrebbero in realtà nulla a che vedere con la gara. Sarebbero invece da far risalire ad una delibera dell’Agcom del 2008 che, per uniformare i nuovi entranti agli operatori storici, prevedeva la possibilità di opzionare fino a un massimo di 10Mhz sulla banda a 1800 Mhz. Possibilità questa che 3G Italia avrebbe sfruttato nel 2010.

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La sede del Ministero dello Sviluppo Economico