Fintech: meno finanziamenti, ma il settore punta i 1.500 miliardi di ricavi

Uno studio di Boston Consulting Group e Qed Investors analizza il nuovo grado di maturità del settore, che crescerà di circa 5 volte nel periodo del 2023 al 2030. Non mancano, però, le sfide da affrontare

Fintech: meno finanziamenti, ma il settore punta i 1.500 miliardi di ricavi© Shutterstock

Negli ultimi vent’anni le fintech hanno rivoluzionato il settore bancario con un impatto evidente sui nostri sistemi finanziari e sulle nostre vite quotidiane. Nonostante un calo dei finanziamenti negli ultimi mesi, il settore ha ancora un ampio potenziale inesplorato e margini di ulteriore crescita, ma qualcosa sta cambiando. È il quadro delineato dal report Global Fintech 2024 realizzato da Boston Consulting Group (Bcg) e Qed Investors intitolato Prudence, Profits, and Growth.

Secondo l’analisi di Bcg e Qed Iinvestors, dopo i massimi del 2021, i multipli di variazione dei ricavi sono crollati dell’80% nel 2023 e, nello stesso arco di tempo, i finanziamenti sono diminuiti di oltre il 70% passando da 144 miliardi di dollari a 42 miliardi. Al contempo i ricavi negli ultimi due anni sono cresciuti complessivamente del 14% (del 21% escludendo le fintech esposte a criptovalute e alla Cina).

“Come sempre esistono differenze nei tassi di crescita tra settori e geografie, ma il divario di performance più evidente è tra i vincitori emergenti – le fintech nel quartile superiore delle prestazioni – e quelle nel quartile inferiore”, spiega Ugo Cotroneo, Managing Director e Senior Partner di Bcg. “Ancora più significativamente, il settore ha avviato il passaggio a una crescita redditizia, con margini Ebitda migliorati di 9 punti percentuali (dal 3% al 12% dal 2022 al 2023) e profittabilità cresciuta dal 39% al 47%. Tuttavia, questo cambiamento è ancora in fase iniziale, con la grande maggioranza delle prime 70 fintech pubbliche che operano ancora al di sotto della soglia della “regola del 40”, un indicatore finanziario che somma in percentuale la crescita del fatturato e i margini di profitto”.

Le previsioni di crescita per il settore fintech

Gli esperti di Bcg prevedono che le fintech raggiungeranno una dimensione di mercato di 1.500 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030, con una crescita di circa cinque volte nel periodo dal 2023 al 2030. Nonostante le attuali sfide, i fondamentali che hanno alimentato il settore delle fintech fin dall’inizio rimangono solidi e promettono una crescita continua: si pensi alle challengers banks digitali, che stanno raggiungendo la redditività su larga scala dopo un 2023 record. In generale, di 453 challenger banks in tutto il mondo, 23 sono redditizie dal punto di vista operativo.

Potenziale inespresso

Le fintech d’altronde mantengono e sfruttano i loro vantaggi ben noti: un focus preciso sulla risoluzione dei problemi dei clienti, esperienze utente convincenti e innovazione rapida. Questi punti di forza continueranno ad alimentare la crescita, soprattutto considerando che ci sono ancora 1,5 miliardi di adulti non bancarizzati e 2,8 miliardi sotto-bancarizzati in tutto il mondo.

Un settore in evoluzione

Sono state individuate diverse tendenze che nell’ultimo anno hanno plasmato l’evoluzione delle fintech. In primis la persistenza dei tassi di interesse elevati, che continueranno ad aumentare i costi di finanziamento per le fintech mentre il capitale privato continua a spingere per una crescita redditizia che alla fine genererà rendimenti sugli investimenti. Sul fronte regolatorio, oltre ai nuovi quadri emergenti a livello globale, l’ultimo anno ha visto un restringimento del vantaggio di cui le fintech hanno goduto fin dalla nascita del settore a favore di un ambiente più equo e bilanciato.

Un’altra tendenza è la proliferazione globale della Dpi, l’infrastruttura pubblica digitale, che ha accelerato l’adozione dei pagamenti in tempo reale in paesi come l’India (la cui Dpi è l’Unified Payments Interface, Upi) e il Brasile (Pix). Va poi menzionata la maggiore attenzione su frodi e cybersecurity, rischi in aumento considerato come i pagamenti in tempo reale e l’AI generativa stiano diventando parti sempre più integrate dei servizi finanziari per i consumatori. Tuttavia, secondo gli esperti, l’innovazione del prodotto attraverso la GenAI è all’orizzonte ma non farà la differenza nel breve termine. Altre tendenze riguardano la continua espansione dell’integrazione dei flussi di lavoro finanziari nei percorsi non finanziari, l’unione di fintech e banche mainstream al fine di monetizzare i dati attraverso la pubblicità e il ritorno del mercato delle Ipo e delle attività di M&A.

Le sfide per il settore fintech

Le fintech che riusciranno a sopravvivere al raffreddamento dei finanziamenti opereranno in un panorama dei servizi finanziari cambiato e affronteranno, insieme alle banche tradizionali, quattro temi principali: la finanza integrata diventerà pervasiva e varrà 320 miliardi di dollari entro il 2030, con il segmento delle piccole e medie imprese che varrà 150 miliardi di dollari, il segmento consumer 120 miliardi e quello delle imprese circa 50 miliardi. Pagamenti, credito e assicurazioni continuano a essere in prima linea.
In secondo luogo, il connected commerce sta emergendo come un triplo vantaggio per le banche: crea una nuova fonte di entrate, aumenta la fedeltà dei clienti e consente di offrirgli un canale di marketing. Utilizzando dati dettagliati, le banche possono rafforzare la fedeltà dei propri clienti mostrando loro annunci estremamente mirati e i commercianti pagano poi la banca in base alle vendite attribuibili o al traffico generato, creando uno scenario vantaggioso per tutti.

Man mano che più Paesi implementano l’accesso consentito dai clienti ai loro dati finanziari tramite API, l’open banking continuerà ad espandersi. Tuttavia, pur stimolando l’innovazione e aumentando l’accesso finanziario, è improbabile che cambi la base della competizione nel settore bancario: nei paesi dove ha avuto un decennio o più per maturare, non è emerso un caso d’uso dominante. L’open banking è attivo nel Regno Unito da sei anni e l’adozione da parte dei consumatori si è stabilizzata al 12% di utenti attivi mensili. L’ultimo tema riguarda la GenAI, che sia le banche che le fintech stanno utilizzando nel servizio clienti, nello sviluppo software, nell’ambito normativo, nel testing e nel marketing digitale.

Le applicazioni e l’impatto di GenAI continueranno a crescere soprattutto in ambiti quali costi di produzione, vendite, marketing e spese amministrative. Al contempo l’attenzione all’IA responsabile e la garanzia di una gestione del rischio e di controlli adeguati sono elementi fondamentali per la sua applicazione.

Boston Consulting Group ha individuato cinque call to action per i protagonisti del nuovo ecosistema: le fintech che prospereranno nel nuovo contesto saranno quelle in grado di ottimizzare costi, ricavi e strategie di go-to-market, nonché di gestire il rischio e la conformità, oltre a definire strategicamente modelli di partnership con le banche. Le banche, dal canto loro, per contrastare le fintech che incorporano servizi finanziari nei percorsi non bancari, stanno sviluppando siti di commercio dove possono sfruttare le proprie profonde conoscenze dei bisogni e comportamenti dei clienti per individuare offerte e ricompense mirate.

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