Dal prosciutto alla carta da lettere: Rovagnati si prende Pineider

La società brianzola continua con la sua strategia di diversificazione del business concentrandosi sul rilancio di marchi prestigiosi del made in Italy

Nuova acquisizione per il gruppo Rovagnati, storica azienda brianzola da 300 milioni di euro di fatturato e leader nel mercato dei salumi. Dopo aver messo le mani sulle affettatrici Berkel (nel 2014), l’azienda guidata dall’a.d. Stefano Ferrari ha acquisito Pineider, storico marchio fiorentino di artigianato made in Italy, specializzato nella realizzazione di carte pregiate (partecipazioni, biglietti da visita, carta da lettere), articoli in pelle e accessori per la scrittura.

Messo a dura prova dall’avvento della tecnologia, Pineider era stato comprato nel 2000 dal gruppo Hopa di Emilio Gnutti, per poi finire – come si ricorda in un articolo de Il Sole 24 Ore – nella liquidazione della Gp Finanziaria, cassaforte della famiglia bresciana. Ora l’avvento di Rovagnati, che vuole diversificare il suo business attraverso l’acquisizione e il rilancio di marchi prestigiosi del made in Italy.

Per riportare in auge Pineider – che a oggi fattura 3 milioni di euro, al 90% in Italia – l’azienda opererà solo su tre fronti: la scrittura, la carta e le sue declinazioni, e la pelletteria. È certo che la produzione sarà riportata in Toscana, probabilmente nello stabilimento industriale di Bagno a Rispoli (Firenze).

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