Poste privatizzate, il Regno Unito prepara lo sbarco in Borsa

Valutata fino a 3 miliardi di sterline, la cessione delle quote di maggioranza della Royal Mail viene giudicata vitale per l’azienda

Sarà la più grande privatizzazione in Gran Bretagna da 20 anni. Il Regno Unito si prepara a cedere al mercato azionario la quota di maggioranza della Royal Mail entro l’anno fiscale in corso. “Per il governo”, ha affermato il ministro del Business, Vice Cable, “è arrivato il momento di fare un passo indietro e dare a Royal Mail l’autonomia commerciale di cui ha bisogno da tempo. I dirigenti potranno ora dedicarsi a far crescere il business e fare progetti per il futuro sul lungo termine”.La quota che sarà ceduta dipenderà dalle condizioni di mercato e della domanda; quel che è certo è che il 10% delle azioni sarà assegnato gratuitamente ai 150 mila dipendenti delle poste – contrari ancora alla privatizzazione della società – a condizione che non siano vendute prima di tre anni. Inoltre il progetto di quotazione prevede anche un’offerta retail, per la quale i dipendenti di Royal Mail potrebbero avere la priorità. Nata nel 1516, all’epoca di Enrico VIII, la quotazione in Borsa dovrebbe valutare le poste britanniche fino a 3 miliardi di sterline.L’amministratore delegato di Royal Mail, Moya Greene, ha sottolineato come l’accesso ai capitali sia vitale per un’azienda che sta ancora investendo per reindirizzare la propria attività dalle lettere, i cui volumi sono in costante calo, ai pacchi, la cui circolazione è alimentata dallo shopping online.

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