Morellato vola a 310 milioni di fatturato (+49%)

L’azienda ha presentato i risultati del 2021 e il suo primo bilancio di sostenibilità. Il presidente Massimo Carraro: “Risultati che ci portano a essere la prima azienda italiana del settore”

Il gruppo italiano di gioielleria e orologeria Morellato Group ha chiuso l’esercizio finanziario 2021 con un fatturato consolidato pari a 310 milioni di euro, segnando una crescita a doppia cifra (+49%). L’indicatore Ebitda si attesta a 87,3 milioni di euro, pari al 28% del fatturato, con un incremento di quasi il 68%. Passa da 42,2 milioni del 2020 a 17,5 milioni la posizione bancaria netta, registrando un evidente miglioramento pur spesando investimenti per circa 23,5 milioni di euro.

Contestualmente ai risultati, il gruppo ha presentato il suo primo Bilancio di Sostenibilità, che rappresenta uno strumento per descrivere, in modo trasparente e articolato, i risultati conseguiti in ambito economico, sociale e ambientale e mostra l’impegno che il gruppo ha intrapreso da tempo a favore dello sviluppo sostenibile. Nell’esercizio 2021 sono aumentati gli investimenti in questo ambito con particolare attenzione alla crescita e all’innovazione dei brand sostenibili. Contemporaneamente è proseguito lo sviluppo della rete retail, con l’apertura di nuovi punti vendita e il rinnovo di quelli esistenti in Italia e Francia, e l’implementazione delle piattaforme e-commerce, nell’ottica di una sempre più completa integrazione tra online e offline.

“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati di crescita registrati in un anno che è comunque stato caratterizzato dal perdurare della pandemia”, ha commentato Massimo Carraro, presidente di Morellato Group. “Una conferma del percorso di crescita strategica che ci ha portato ad essere la prima azienda italiana del settore grazie a un portfolio marchi ben bilanciato e a un modello di business focalizzato su integrazione e controllo della filiera: dal design alla produzione del prodotto, dalla gestione del marketing e della comunicazione, fino alla distribuzione per arrivare direttamente al consumatore finale”.

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