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Fiat al 51% di Chrysler entro l’anno, poi la fusione

L’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, punta a rendere i due gruppi automobilistici una cosa sola. “Non ha senso tenerle separate, ma non è una questione immediata”

In America l’operazione è stata definita una “pietra miliare”: con sei anni di anticipo Chrysler restituisce al governo degli Stati Uniti e a quello del Canada i 7,6 miliardi di dollari ricevuti in prestito nel 2009 quando il gruppo era uscito dalla bancarotta controllata. Ma il gruppo Fiat, che con l’estinzione del debito può perfezionare l’acquisto di un ulteriore partecipazione della società americana, guarda già al futuro: la fusione tra i due gruppi per rendere Fiat e Chrysler una cosa sola. “Non ha senso tenerle separate, ma non è una questione immediata per il 2011, non è una cosa che faremo a breve”, spiega l’ad Sergio Marchionne confermando, inoltre, che il Lingotto arriverà al 51% di Chrysler “nel quarto trimestre” di quest’anno. “Il veicolo deve essere omologato – aggiunge – Lo faremo appena possibile”, aggiunge alludendo al terzo Performance Event che permette a Fiat di prendere un altro 5% di Chrysler. (Fiat-Chrysler, tutte le tappe della scalata). Tornando a una possibile fusione tra i due gruppi, il manager sottolinea come “gestire due organizzazioni separate per un costruttore generalista non è razionale. Dobbiamo trovare una soluzione, ma non ho una risposta immediata”. A Torino per la presentazione della nuova Lancia Ypsilon alla stampa estera – insieme a John Elkann che mostra con orgoglio una spilla ‘paid Chrysler’ che ricorda l’estinzione del debito del gruppo americano – Marchionne ha poi ammesso che Fiat ha la possibilità di salire oltre il 51% di Chrysler prima che questa venga quotata. “Abbiamo una lista di call option per le azioni del Tesoro Americano che si può esercitare – conferma l’ad Fiat – . I tempi? Più aspettiamo più costa”.

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Sergio Marchionne