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Creare un grande gruppo automobilistico globale. Con questo obiettivo l’amministratore delegato Sergio Marchionne guida la repentina scalata di Fiat sull’americana Chrysler. Una scalata che, dal 20% iniziale, ha portato in pochi mesi la società di Torino a controllare il 46% del capitale della casa automobilistica di Detroit. “Chrysler sta seguendo uno straordinario cammino di ripresa, a livello industriale ed economico, e Fiat è pronta ad assumerne il controllo” conferma Marchionne “per rendere il legame ancora più stabile e più forte, nell'interesse di entrambe”. In giornata il presidente del Lingotto, John Elkann, ha confermato per acquisire entro giugno un ulteriore 16% di Chrysler, rifinanziando il debito ai governi Usa e canadese. “Si tratta di un passo fondamentale - spiega Marchionne - verso il completamento di quel grande disegno di integrazione tra Fiat e Chrysler, iniziato meno di due anni fa. Abbiamo scelto di stringere i tempi il più possibile per accelerare la nascita di un gruppo unico, che possa trarre pieni benefici dallo sviluppo congiunto delle rispettive attività internazionali”.

Fiat- Chrysler: tutte le tappe della scalata

Ora il 51% . Con l’operazione di oggi si guarda con fiducia all’ultimo step che porterà Fiat a controllare il gruppo statunitense. “L'ottenimento di un'ulteriore quota del 5 per cento prevista entro la fine dell'anno - continua Marchionne - ci porterà a realizzare il sogno da cui è nata quest'alleanza: dare vita ad un costruttore di auto mondiale, con tecnologie all'avanguardia, efficiente e competitivo, determinato a posizionarsi tra i leader del settore”.

Cosa vuole (davvero) Marchionne