Il bilancio della siccità: tartufo alle stelle, vendemmia a secco

Record ad Alba per il tartufo: 6 mila euro al chilo per colpa delle poche piogge. Anche il vino ha sofferto la siccità: quella 2017 è la vendemmia più scarsa dal Dopoguerra

Il tartufo bianco tocca il record di 6 mila euro al chilo al borsino del tartufo di Alba, punto di riferimento a livello nazionale. A segnalare il nuovo primato è la Coldiretti che ricorda gli ultimi picchi toccati nel 2012 (5 mila) e 2007 (4.500 euro al chilo). A far balzare il prezzo sono state le condizioni climatiche non favorevoli, caldo e siccità anomali, perché il Tuber magnatum Pico si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi in tutta la fase di sviluppo del tubero.

Tartufo alle stelle, vendemmia giù: il bilancio della siccità

L’impennata delle quotazioni del tartufo bianco riguarda in realtà tutte le mostre, le sagre e le manifestazioni dedicate al tartufo in corso lungo tutto lo stivale che – precisa la Coldiretti – coinvolgono in Italia circa 200 mila raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti, per un business stimato attorno al mezzo miliardo di euro. Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi i territori battuti dai ricercatori.

Vendemmia 2017: la più scarsa dal Dopoguerra

Oltre al tartufo, anche il vino ha sofferto il clima estremamente secco. La vendemmia 2017 appena conclusa sarà tra le più scarse del Dopoguerra con un taglio della produzione del 26% rispetto allo scorso anno. Addio, dunque, a una bottiglia su quattro di vino Made in Italy nonostante il grande anticipo con cui era partita la vendemmia, lanciata il 4 agosto, la più precoce dell’ultimo decennio.

«Dopo tre mesi di raccolta delle uve lungo la Penisola», stima la Coldiretti, «dal punto di vista qualitativo si stima che circa 40 milioni di ettolitri di produzione Made in Italy sia stata destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola».

La vendemmia è stata difficile in tutta Europa, con un -14% rispetto al 2016. Le uniche buone notizie arrivano dai consumi globali che hanno toccato i 243,2 milioni di ettolitri. Aumento record per le famiglie e le Doc, ma il record storico più importante è quello delle esportazioni: +8% in un anno, +15% dello spumante che ha ormai raggiunto lo champagne.

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