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Svizzera, da oggi potrebbe non essere più un paradiso fiscale

Nelle prossime ore i ministri dell’economia e delle finanze degli Stati Ue decideranno se rendere la Confederazione un Paese “normale”

Da oggi la Svizzera così come la conosciamo tutti potrebbe non esistere più. Infatti, nelle prossime ore i ministri dell’economia e delle finanze degli Stati Ue potrebbero decidere di toglierla dalla lista dei paradisi fiscali dell’Unione europea. Per quali ragioni? Perché ritenuta ormai un Paese compatibile con tutti gli impegni presi nel campo della cooperazione fiscale. Del resto, la Confederazione svizzera già dalla fine del 2017 è nella lista grigia dei paradisi fiscali, ossia la lista degli Stati che hanno promesso di apportare alcune modifiche a livello fiscale, ben diversa dalla lista nera, che include i Paesi non cooperativi in materia fiscale. La Svizzera sta chiedendo da mesi di non essere più considerata un paradiso fiscale: lo scorso maggio, dopo il via libera alla riforma fiscale, che entrerà in vigore all’inizio del prossimo anno e che renderà il sistema tributario di Berna compatibile con i dettami dell’Ue e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), il presidente della Confederazione Ueli Maurer aveva chiesto lo stralcio della Svizzera dalla lista. Insieme alla Svizzera, attendono di diventare ufficialmente Paesi “normali” anche Albania, Costa Rica, Isole Mauritius e Serbia.