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Spending review da 20 miliardi: ecco dove si taglierà

L’obiettivo è molto ambizioso: 16 miliardi nel 2015, 32 addirittura l’anno successivo. Si parte da un 3% di tagli ai ministeri che però saranno protagonisti del processo

Venti miliardi e non sentirli. E’ questa la promessa del governo in merito alla spending review: 2-3 miliardi già individuati, 16 nel 2015 e 32 nel 2016, questo l’obiettivo ambiziosissimo per liberare risorse. Ma dove trovarli?

Innanzitutto, secondo le parole del viceministro all’Economia Enrico Morando a Repubblica, quantificando i risparmi portati dai provvedimenti già presi e che erano stati lasciati senza cifre in fase di emanazione.

Conclusa la fase dei ragionieri, si passerà alla parte operativa coinvolgendo i ministeri in modalità bottom up seguendo l’esempio di Gran Bretagna, Canada e Irlanda.

Il passaggio dovrebbe avvenire non nella Legge di Stabilità bensì nella successiva legge di bilancio, l’unica che rimarrà in piedi nel 2016. Tante le opzioni a disposizione a quel punto, a partire dall’accorpamento degli uffici periferici.

Lo Stato continuerà invece il proprio percorso in autonomia: taglio delle partecipate (500 milioni di euro), centralizzazione degli acquisti, introduzione dei costi standard.

L’ultimo problema resta, però, quello più difficile da risolvere: come quantificare i risparmi? Il sistema classico – l’Analisi di impatto della regolamentazione (Air) – ha già mostrato i propri limiti in questo compito. L’importate, però, è iniziare a tagliare.

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