Samsung scommette 11,6 miliardi su chip

L'investimento pensato per aggredire il mercato wereable e di case e auto connesse. Ma i conti del terzo trimestre puniscono i coreani: -60%

Anche Samsung sente la crisi. La concorrenza nel mercato degli smartphone e l’arrivo dell’iPhone 6 fanno crollare i conti dell’azienda coreana: -60% dell’utile operatico nel terzo trimestre. E le vendite del nuovo melafonino si crede faranno calare il fatturato annuo del 20,4 per cento (-35 miliardi di euro) e l’utile del 59,6 per cento (scende a 3,8 miliardi di dollari totali). A poco sembra essere servito dunque il lancio anticipato in alcuni mercati del nuovo Note 4.

Se sono aumentate le esportazioni, sono però calati i margini di redditività a fronte nonostante un aumento delle spese di marketing. Nel conglomerato tecnologico di Samsung, smartphone e tablet rappresentano il 50 per cento del fatturato. In una situazione di maggiore concorrenza – i cinesi Lenovo, Huawei e Xiaomi hanno eroso quote importanti di mercato – i vertici coreani stanno puntando a un riposizionamento grazie a nuovi investimenti.

MEGAFABBRICA. E’ stato così approvato un piano da 11,6 miliardi di euro per la costruzione della più grande fabbrica al mondo di semiconduttori per difendere la posizione di leader nel mercato dei chip. L’impianto sorgerà a Pyeongtaek, a 70 km dalla capitale Seul, e impiegherà 150 mila persone (indotto compreso)

Il nuovo impianto permetterà la creazione di economie di scala e permetterà a Samsung di aggredire i nuovi business che si stanno aprendo: quello degli apparecchi wereable (non solo smartwatch), ma anche di auto e case connesse

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