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Ryanair, aumentano le tasse aeroportuali: tagli alle rotte italiane

La decisione di ritirarsi da alcuni aeroporti costerà il lavoro a 600 persone

Aumentano le tasse aeroportuali, e Ryanair non ci sta: la protesta contro i 2,50 euro in più imposti dal governo Renzi assume una portata importante, visto che la compagnia low cost, prima per numero di passeggeri in Italia, minaccia di tagliare le rotte sul Paese. Con grave rischio per il turismo nazionale e per l’occupazione.

MANIERE FORTI. Ryanair, infatti, ha deciso di adottare le maniere forti: saranno 600 gli impiegati della compagnia che, dal prossimo ottobre, perderanno il posto di lavoro, a causa della cancellazione di ben sedici rotte. Ad essere interessato è in particolare il Centro-Sud Italia, dato che i tagli saranno ad Algero (otto rotte cancellate, pari al 60% del totale); Pescara (il 70%, ossia 5 rotte) e Crotone, che con l’eliminazione delle sue tre rotte non verrà più raggiunta dai voli della low cost.

I COMMENTI. Il danno economico per la compagnia sarà sostanziose: 800 mila clienti persi. Un sacrificio accettabile, secondo il direttore commerciale della compagnia David O’Brien: inaccettabile è invece per la low cost aumentare la tassazione sui voli aerei, che a giudizio di Ryanair ha come unico effetto quello di «far sì che le Regioni perdano centinaia di milioni di spesa turistica», a fronte di introiti effettivi per lo Stato italiano di pochi milioni di euro. Denaro che, denuncia la compagnia, andrà poi a finanziare la cassa integrazione degli ex piloti di Alitalia, che a giudizio di O’Brien dovrebbero essere presi in carico da Etihad, che possiede una sostanziosa quota delle azioni della ex compagnia di bandiera.

IL PERCHÉ DEI TAGLI. Il sospetto è che Ryanair abbia approfittato dell’aumento per liberarsi di alcune “rotte scomode”: non è infatti un mistero che la compagnia scelga i suoi aeroporti anche a seconda delle condizioni fiscali che riesce ad ottenere. Una situazione di certo agevolata dalla struttura della compagnia, che implica una flessibilità tale da permetterle di rinunciare ad alcune tratte con più facilità rispetto alle compagnie tradizionali.