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Prezzi in deflazione a febbraio. Che guaio per il debito

Nel mese che si chiude oggi, i prezzi sono calati dello 0,3%. Si complica il percorso di miglioramento dei conti dello Stato

L’Italia torna in deflazione a febbraio con il resto della zona euro: -0,3% nel mese che si conclude oggi, 29 febbraio, dicono i dati provvisori dell’Istat sull’indice nazionale dei prezzi al consumo. Un deciso passo indietro rispetto al +0,3% di gennaio e alle previsioni che parlavano di una variazione nulla. L’inflazione acquisita per il 2016 si attesta così al -0,6%. In negativo anche l’indice armonizzato ai parametri europei, che scende a -0,2% da +0,4%. La situazione è dovuta soprattutto al nuovo crollo del greggio e alle previsioni pessimistiche sulla crescita globale, come anticipato da Mario Draghi: Eurostat, infatti, ha certificato una flessione di 0,2% dopo +0,3% di gennaio, rafforzando le attese per il varo di nuove musure da parte di Francoforte.

Tornando al dato italiano, Istat sottolinea come la forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo sia frutto di una dinamica mensile caratterizzata da cali diffusi in tutte le tipologie di prodotto. Si complica anche il percorso di riduzione del debito pubblico del governo, che aveva previsto una crescita del pil di 1,6% in termini reali e di 2,6% in termini nominali, cioè considerando l’inflazione, che avrebbe portato a una discesa del debito al 131,4% dal 132,8 del 2015.

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